"Battiamoci a mani nude, se non andremo in paradiso, mano nella mano ci accoglierà l'inferno"Riccardo III,Shakespeare

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Questo blog è dedicato alla mia professoressa di Italiano del Liceo, che con i suoi 5 sui miei temi politici mi ha sempre motivato ad andare avanti..Grazie Daniela.M. Ringrazio anche il prof.Alberto.M.....mi ha convinto che essere rosso è bello.Credo di essere uno dei pochi che lo hanno sempre contestato in faccia a lezione.Infine un ringraziamento speciale va a chi mi ha sempre consigliato di smettere e criticato, mi convincete di essere nel giusto.

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Chi sono? Beh un progetto educativo totalmente fallimentare.....Chiamatela deformazione professionale ma non esiste il caso tutto è determinato da fattori contingenti a noi sconosciuti perchè limitati nell'osservazione.Per capire il mondo bisogna studiarlo e osservarlo senza modificarlo, ma come Heisenberg Docet, già osservare un fenomeno può portare al suo cambiamento.Leggete e informatevi su tutto, non mettetevi il paraocchi."Se giochi pulito in un mondo con regole sporche perderai sempre....ma forse è meglio così; non sai barare appariresti ridicolo!!"

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PER ASPERA ASTRA-CIO CHE NON MI UCCIDE MI RENDE PIU' FORTE.Beh cosa dire....Io Sono Io...il resto è relativo.Se parlo di una cosa è perché la conosco bene altrimenti di solito ho la decenza di tacere.Sarei fra gli uomini più felici del mondo se tutte le cattive idee che mi vengono in mente non le realizzassi. Un cavaliere inesistente totalmente estraneo al carnaio del genere umano.Non piego la testa per nessun uomo e non mi inchino davanti a nessun Dio, non tolgo il piede dall'accelleratore in nessun caso .Sono nato per giocare con le automobiline.Questo non è il mio mondo....solo lei illumina la mia vita..

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L'unica certezza nella vita è la morte; ;"Ho speso tutti i miei soldi in donne, alcool e macchine veloci ,tutto il resto l'ho sprecato" George Best; "Ama tutti credi a pochi , non far del male a nessuno"W.Shakespeare;"Amare se stessi è l'inizio di un idilio che dura tutta una vita" Oscar Wilde;"Essere umili verso i superiori è un dovere, verso gli eguali è cortesia, verso gli inferiori è nobiltà, verso tutti è la salvezza." B. Lee ;"Il bene non si apprezza prima di averlo perduto" (Herder)

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i limiti esistono solo per chi ha paura della multa;l'uomo non è il sogno di Dio ma l'incubo della terra;drogarsi di sogni è un buon rimedio per chi non accetta una realtà brutale;andare in paradiso è così difficile che molti preferiscono l'inferno;se accendono il lampeggiante non vogliono sfidarvi;; ai sogni preferisco gli incubi..è più facile svegliarsi;

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martedì, 17 giugno 2008
Goethe..Due Passi "Dai Dolori Del Giovane Werther"

viandante"Che la vita non sia che un sogno ,è un pensiero che è già occorso a molte persone ,anche in me esso nasce assai spesso.
Quando vedo le barriere oltre le quali sono chiuse le forze attive e indagatrici dell’uomo ; quando vedo come tutta la nostra attività ha per solo scopo la soddisfazione di bisogni ,i quali a loro volta ad altro non servono che a prolungare la nostra povera esistenza , e poi mi accorgo che la nostra tranquillità su certi punti dell’indagine del pensiero  non è che trasognata rassegnazione ,solo perché riusciamo a dipingere figure e variopinte e paesaggi luminosi sulle pareti che ci tengono prigionieri …… Tutto questo Wilhelm mi fa ammutolire .Mi rinchiudo in me stesso ,e trovo un mondo!E anche questo fatto più di presentimenti  e di oscure bramosie ,che di realtà  e di energie vitali.
E allora tutto dilegua davanti ai miei sensi come in una nebbia e sorrido trasognato continuando la mia vita.Che i bambini non sappiano ciò che vogliono, su questo  punto sono d’accordo tutti i maestri e gli uomini di dottrina; ma anche gli adulti, come bambini, si muovano tentoni su questa terra, anch’essi, come quelli, senza sapere da dove ven¬gono e dove vanno e che altrettanto poco agiscano con scopi veri e reali e si lascino governare a biscotti e bacchettate... que¬sta è cosa che nessuno crede volentieri, e tuttavia a me pare una verità che si può toccare con mano.
Ammetto volentieri, perché so quello che vorresti dirmi in proposito, che i più felici sono proprio coloro che, come i bam¬bini, vivono alla giornata, portando a spasso, vestendo e spo¬gliando le loro bambole, e girano con grande rispetto e sogge¬zione intorno al cassetto dove la mamma tiene chiusi gli zucche¬rini, e quando poi alla fine hanno avuto quello che desidera¬vano, lo divorano a quattro palmenti gridando: “Ancora!...”
Quelle sono creature felici. E bene stanno anche coloro che sanno dare grandi nomi pomposi alle loro miserabili occupa¬zioni o perfino alle loro passioni e le prospettano al genere umano come straordinarie imprese compiute per la sua salute e il suo benessere. Beato colui che può passarsela così! Ma chi in umiltà riconosce dove va a finire ogni umano sforzo, chi vede con quanta buona grazia ogni bennato cittadino sa trasformare in paradiso il proprio giardinetto e con quanta infaticabile solerzia anche il più sventurato continui a trascinarsi per la sua strada, ansimante sotto il suo pesante fardello, e tutti hanno un unico, comune interesse, godere anche solo un minuto di più la luce del sole... si, costui rimane in silenzio e si costruisce un piccolo mondo solo per sé, ed è ugualmente felice di essere un
uomo. E allora, per quanto costretto si senta, continua a portare in cuore il dolce sentimento di essere libero e di poter abbandonare questo carcere quando lo voglia."

Gothe
“lei ha chiamato il cattivo umore un vizio ; a me questo pare esagerato”.”Niente affatto”,ribattei ,”fintanto che così può essere chiamato tutto ciò che danneggia noi stessi e il nostro prossimo.Non è sufficiente che non si sia capaci di rendersi felici a vicenda , occorre proprio che si debba anche rubare quel po’ di piacere che ogni cuore sa ogni tanto procurarsi ? E mi trovi lei quell’uomo che è di cattivo umore e pure è tanto bravo da nasconderlo e sopportarlo da solo ,senza distruggere ogni gioia intorno a sé ! O non è piuttosto il malumore un’espressione di insoddisfazione interiore per la nostra stessa inferiorità , un non piacersi che sempre va congiunto con un’invidia eccitata dalla nostra sciocca vanità? Vediamo persone felici e non siamo noi a farle felici e questo ci è insopportabile.”
…”guai a coloro “, dissi ,”
che si servono del dominio che hanno sopra un cuore per privarlo delle semplici gioie che vi possono germogliare.Tutti i regali ,tutte le gentilezze del mondo non possono ripagare di un attimo di piacere trovato in noi stessi e che l’inividiosa intolleranza del tiranno ci ha sciupato”.

Postato da: Giovanni1984 a 14:05 | link | commenti (8)
citazioni, critica teatrale

domenica, 15 giugno 2008
Dall'Amleto:Discorso Di Polonio A Laerte

450px-Hamlet_play_scene_croppedNon fare giungere alla lingua i pensieri che hai in testa, e bada di non mettere in atto quelli piu' squilibrati.Sii familiare con gli altri ma senza cadere nella volgarità.Gli amici di provata fiducia tienili attaccati alla tua anima  con vincoli d'acciaio,ma non sciuparti la mano a furia di stringerla a ogni compagno implume che incontri.Evita le liti,ma se ti capita di esservi coinvolto,fa in modo che sia il tuo avversario a preoccuparsi di te .Offri il tuo orecchio a tutti ,ma a pochi la tua voce. Ascoltà il parere degli altri ma il tuo non esprimerlo con troppa facilità. Indossa abiti che abbiano un prezzo adeguato alla tua borsa, ma non stravaganti;abiti ricchi ma di sobria eleganza.Perchè molto spesso il vestito rivela l'uomo.In francia sappilo le persone di un certo rango stanno molto attente a questo genere di cose.Non prestare soldi e non fare debiti,perchè ciò che si dà in prestito spesso si perde assieme all'amico e i debiti fanno smarrire il senso della parsimonia.E soprattutto sii sincero con te stesso,e,come la notte segue il giorno, ne seguirà che non potrai essere falso con nessuno.Addio.la mia benedizione faccia maturare in te questi consigli.

Postato da: Giovanni1984 a 09:46 | link | commenti (5)
aforismi, critica letteraria, società, critica artistica, critica teatrale

sabato, 31 maggio 2008
Pupi Siamo, Caro Signor Fifì

pupi_sicilianiCiampa: Pupi siamo, caro signor Fifì! Lo spirito divino entra in noi e si fa pupo. Pupo io, pupo lei, pupi tutti. Dovrebbe bastare, santo Dio, esser nati pupi così per volontà divina. Nossignori! Ognuno poi si fa pupo per conto suo: quel pupo che può essere o che si crede d'essere. E allora cominciano le liti! Perché ogni pupo, signora mia, vuole portato il suo rispetto, non tanto per quello che dentro di sé si crede, quanto per la parte che deve rappresentar fuori. A quattr'occhi, non è contento nessuno della sua parte: ognuno, ponendosi davanti il proprio pupo,gli tirerebbe magari uno sputo in faccia. Ma dagli altri, no; dagli altri lo vuole rispettato.
Esempio: lei qua, signora, è moglie, è vero?
Beatrice: Moglie, già! almeno...
Ciampa: Si vede dal modo come lo dice, che non ne è contenta. Pur non di meno, come moglie, lei vuole portato il suo rispetto, non è vero?
Beatrice: Lo voglio? Altro che! Lo pretendo. E guaj a chi non me lo porta!
Ciampa: Ecco, vede? Caso in fonte. E così, ognuno! Lei forse col cavalier Fiorìca, mio riverito principale, se lo conoscesse soltanto come un buon amico, potrebbe stare insieme nella pace degli angeli. La guerra è dei due pupi: il pupo-marito e la pupa-moglie. Dentro, si strappano i capelli, si vanno con le dita negli occhi; appena fuori però, si mettono a braccetto: corda civile lei, corda civile lui, corda civile tutto il pubblico che, come vi vede passare, chi si scosta di qua, chi si scosta di là, sorrisi, scappellate, riverenze - e i due pupi godono, tronfii d'orgoglio e di soddisfazione!
Dal "il Berretto A Sonagli",Di Pirandello

Postato da: Giovanni1984 a 08:59 | link | commenti (7)
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giovedì, 10 aprile 2008
Amleto Il Principe Dubbioso

hamletVi raggiungo subito. Avviatevi. ( Escono tutti tranne Amleto.) Come mi accusa ogni occasione, e sprona la mia vendetta troppo lenta! Cos'è un uomo se tutto ciò che cava dal suo tempo non è che dormire e nutrirsi? Una bestia, nient'altro. Certo colui che ci fece con una mente così vasta, e capace di guardare indietro e in avanti, non ci dette questa virtù, questa ragione divina perché ammuffisse inusata. Ora, che sia oblio bestiale, o qualche vile scrupolo di pensare troppo minutamente all'esito -un'ansia che, spaccata, mostra una parte saggia e tre vili, non so perché continui a vivere per dire, ho da far questo, quando ho motivo, e forza, e volontà, e mezzi per farlo. Mi esortano esempi tangibili come la terra. Ecco un esercito grande e costoso, guidato da un principe giovane, sensibile, il cui spirito gonfio di un'ambizione divina si beffa del caso imprevedibile, ed espone ciò che è mortale e malsicuro a quanto possono fare la morte, la fortuna, e il rischio, solo per un guscio d'uovo! La vera grandezza non è nell'aspettare grandi cause per muoversi, ma nel trovare degno motivo di contesa in un fuscello quand'è in gioco l'onore. E io, allora, che ho un padre ucciso, una madre insozzata a incitare il mio sangue e la mia mente, e lascio tutto dormire, e a mia vergogna vedo la morte imminente di ventimila uomini che per un sogno, un'ubbìa dell'onore vanno alla tomba come a letto, e combattono per un palmo di terra che non gli basta ad azzuffarcisi sopra tutti quanti e non è sufficiente a far da copertura e dar fossa ai morti? Ah da questo momento il mio pensiero sia "sangue!",o non varrà niente.
Amleto,Shakespeare

Postato da: Giovanni1984 a 08:47 | link | commenti (11)
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giovedì, 13 dicembre 2007
Vengano...vengano pure a Dunsinane

300px-MacbethmovieMachbeth è un simbolo o meglio un allegoria della vita di un uomo , come in tutte le tragedie di Shakespeare il personaggio ha un'anima, si strugge e viene afflitto dai tormenti che bruciano gli esseri che si vogliono considerare uomini .Il giovane eroe è al massimo della sua gloria e potenza ,il re lo ama ed è il guerriero più forte di Scozia.Ha una moglie bellissima che lo adora profondamente.In tutto questo idillico quadretto di cristallino ordine irrompe la predizione di tre streghe:il caos, un elemento incontrollato del sistema ,Machbeth sarà re.Il personaggio preso dal più bello dei peccati dell'uomo, l'ambizione ;inizia a chiedersi cosa sia giusto fare per raggiungere il proprio destino ed insieme al prezioso supporto della moglie uccide il re. Da questo momento in avanti tutto si realizza ma al contempo inizia il precipitare del personaggio verso la propria fine , come se una volta raggiunto il suo scopo questo dovesse sparire dietro le quinte.Il burattino si ritrova in un ruolo non suo, il destino lo ha guidato alla sua triste fine e il fato lo ha raggirato.
L'uomo ormai rassegnato e preda degli eventi ha perso il senso della paura, è esterno al flusso vitale che lo circonda ed al suicidio della moglie , la guarda e indifferente esclama:
                                            "sarebbe dovuta morire ,prima o poi"
Candela Una frase di un cinismo che non ha eguali, l'unico essere che gli voleva bene è morto.Si avvicina la fine, e come tutti "i cattivi" che non hanno scelto di essere tali come ho già detto per Riccardo III , Machbeth rimane solo....è un attore che ha finito la sua parte.
"Domani, e poi domani, e poi domani...Di giorno in giorno, striscia, col suo piccolo passo, ogni domani
per raggiungere la sillaba postrema del tempo in cui ci serve la memoria.
E tutti i nostri ieri han rischiarato, i pazzi, quel sentiero che conduce alla morte polverosa. Spègniti dunque, ormai, corta candela!

 La vita è solo un’ombra che cammina: un povero istrione, che si dimena, e va pavoneggiandosi sulla scena del mondo, un’ora sola: e poi, non s’ode più. Favola raccontata da un’idiota, tutta piena di strepito e furore, che non vuol dir niente."
Quindi lottate pure contro il fato, illudetevi di contare veramente qualcosa, appoggiatevi alle predizioni delle streghe ma alla fine la vostra testa , che si è ribellata alla tragica condizione umana finirà su una picca ad abbellire il castello di Dunsinane.Quel bellissimo castello che fino a quel momento era la vostra fortezza. Vengano...vengano pure a Dunsinane.

Postato da: Giovanni1984 a 12:56 | link | commenti (3)
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sabato, 24 novembre 2007
Riccardo III-Un Analisi delle Tragedie Di Shakespeare

richardDevo ancora leggere e vedere  Machbeth ma dai dati che finora ho acquisito posso trarre una analsi delle tragedie di Shakespeare. Trovo il commediografo un genio dell'esteticità del linguaggio; un parlare così elegante rende piacevoli  ascoltare  e leggere ogni suo lavoro o aforisma.Un picco di stupenda conversazione che non è stato superato nemmeno dalle commedie scritte dal maestro dell'estetismo Oscar Wilde.
Finita l'analisi sitlisitca, rintracciabile in qualsiasi libro di lettteratura, voglio indagare più in profondità la natura umana che si cela nelle figure descritte dal drammaturgo inglese.Nella vita di un uomo ci sono continuaemnte due poli : fato e sorte, è una totale critica e cinica mancanza di scelta , una lotta continua dei personaggi contro il loro destino . Riccardo III nasce  brutto e deforme, la sua condizione lo costringe ad essere la canaglia che si dimostra, ma di questo fato a cui non può sfuggire il povero gobbo ne è consapevole: la notte tremendi incubi lo tengono sveglio . Credo che alla fine Riccardo desideri la sua morte; il suo capolavoro era stato raggiunto e la fine migliore  a cui poteva aspirare era prorprio la sua dipartita nelle condizioni in cui nacque.Brutto e deforme nasce solo e con sofferenza, brutto e deforme muore solo e con dolore...abbandonato dalla madre fin dall'infanzia viene abbadonato da tutti alla sua morte.La sua figura non può suscitare che un immensa pietas, una povera marionetta costruita male a cui il grande manovratore ha dato il compito di far legna d'ardere una volta che la sua parte nella tragedia si è conclusa."Riccardo ama Riccardo.... e così io sono io": il povero deforme non sceglie nulla così è lui, Riccardo III ha interpretato con arguzia la sua parte, poi come tutti è sparito dietro le quinte.Non esistono persone buone o cattive tutti siamo solo pupazzetti, tutti schiavi di una vita che non abbiamo scelto ma che semplicemente senza alcuna richiesta ci è stata data, vuote forme in cui si configura il nulla."l'uomo non ha incanto per me"

"Battiamoci a mani nude se non andremo in cielo mano nella mano ci accoglierà l'inferno"

Postato da: Giovanni1984 a 09:32 | link | commenti (10)
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