"Battiamoci a mani nude, se non andremo in paradiso, mano nella mano ci accoglierà l'inferno"Riccardo III,Shakespeare
REGOLE:1)chi entra è pregato ma non obbligato a commentare 2) si può dire quello che si vuole esprimendosi anche in termini volgari se si ha il proprio vocabolario molto limitato 3) qui non vige né democrazia né uguaglianza una volta che avete scritto quello che volevate decido io se cancellare o tenere il commento 4)le mie opinioni sono scritte qui se mi incontrate non le ripeto 5)qui scrivo quello che voglio io,qui sono il padrone indiscusso...questo è il mio blog ufficiale.
Questo blog è dedicato alla mia professoressa di Italiano del Liceo, che con i suoi 5 sui miei temi politici mi ha sempre motivato ad andare avanti..Grazie Daniela.M. Ringrazio anche il prof.Alberto.M.....mi ha convinto che essere rosso è bello.Credo di essere uno dei pochi che lo hanno sempre contestato in faccia a lezione.Infine un ringraziamento speciale va a chi mi ha sempre consigliato di smettere e criticato, mi convincete di essere nel giusto.

Chi sono? Beh un progetto educativo totalmente fallimentare.....Chiamatela deformazione professionale ma non esiste il caso tutto è determinato da fattori contingenti a noi sconosciuti perchè limitati nell'osservazione.Per capire il mondo bisogna studiarlo e osservarlo senza modificarlo, ma come Heisenberg Docet, già osservare un fenomeno può portare al suo cambiamento.Leggete e informatevi su tutto, non mettetevi il paraocchi."Se giochi pulito in un mondo con regole sporche perderai sempre....ma forse è meglio così; non sai barare appariresti ridicolo!!"
PER ASPERA ASTRA-CIO CHE NON MI UCCIDE MI RENDE PIU' FORTE.Beh cosa dire....Io Sono Io...il resto è relativo.Se parlo di una cosa è perché la conosco bene altrimenti di solito ho la decenza di tacere.Sarei fra gli uomini più felici del mondo se tutte le cattive idee che mi vengono in mente non le realizzassi. Un cavaliere inesistente totalmente estraneo al carnaio del genere umano.Non piego la testa per nessun uomo e non mi inchino davanti a nessun Dio, non tolgo il piede dall'accelleratore in nessun caso .Sono nato per giocare con le automobiline.Questo non è il mio mondo....solo lei illumina la mia vita..
"il tempo non sopporta di essere battuto"Lewis Carrol Alice Nel Paese delle Meraviglie
...impegnato...
L'unica certezza nella vita è la morte; ;"Ho speso tutti i miei soldi in donne, alcool e macchine veloci ,tutto il resto l'ho sprecato" George Best; "Ama tutti credi a pochi , non far del male a nessuno"W.Shakespeare;"Amare se stessi è l'inizio di un idilio che dura tutta una vita" Oscar Wilde;"Essere umili verso i superiori è un dovere, verso gli eguali è cortesia, verso gli inferiori è nobiltà , verso tutti è la salvezza." B. Lee ;"Il bene non si apprezza prima di averlo perduto" (Herder)
i limiti esistono solo per chi ha paura della multa;l'uomo non è il sogno di Dio ma l'incubo della terra;drogarsi di sogni è un buon rimedio per chi non accetta una realtà brutale;andare in paradiso è così difficile che molti preferiscono l'inferno;se accendono il lampeggiante non vogliono sfidarvi;; ai sogni preferisco gli incubi..è più facile svegliarsi;
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Ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n.62, il presente Blog, non rappresenta una testata giornalistica in quanto sarà aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini qui inserite sono nella maggior parte personali, alcune tratte da internet; se alcune immagine violassero diritti d'autore, comunicatemelo e saranno immediatamente tolte.
"Che la vita non sia che un sogno ,è un pensiero che è già occorso a molte persone ,anche in me esso nasce assai spesso.
Infinite cose da fare e così poco tempo
Vi raggiungo subito. Avviatevi. ( Escono tutti tranne Amleto.) Come mi accusa ogni occasione, e sprona la mia vendetta troppo lenta! Cos'è un uomo se tutto ciò che cava dal suo tempo non è che dormire e nutrirsi? Una bestia, nient'altro. Certo colui che ci fece con una mente così vasta, e capace di guardare indietro e in avanti, non ci dette questa virtù, questa ragione divina perché ammuffisse inusata. Ora, che sia oblio bestiale, o qualche vile scrupolo di pensare troppo minutamente all'esito -un'ansia che, spaccata, mostra una parte saggia e tre vili, non so perché continui a vivere per dire, ho da far questo, quando ho motivo, e forza, e volontà, e mezzi per farlo. Mi esortano esempi tangibili come la terra. Ecco un esercito grande e costoso, guidato da un principe giovane, sensibile, il cui spirito gonfio di un'ambizione divina si beffa del caso imprevedibile, ed espone ciò che è mortale e malsicuro a quanto possono fare la morte, la fortuna, e il rischio, solo per un guscio d'uovo! La vera grandezza non è nell'aspettare grandi cause per muoversi, ma nel trovare degno motivo di contesa in un fuscello quand'è in gioco l'onore. E io, allora, che ho un padre ucciso, una madre insozzata a incitare il mio sangue e la mia mente, e lascio tutto dormire, e a mia vergogna vedo la morte imminente di ventimila uomini che per un sogno, un'ubbìa dell'onore vanno alla tomba come a letto, e combattono per un palmo di terra che non gli basta ad azzuffarcisi sopra tutti quanti e non è sufficiente a far da copertura e dar fossa ai morti? Ah da questo momento il mio pensiero sia "sangue!",o non varrà niente.
Lo scorse sotto un pino, seduto per terra, che disponeva le piccole pigne cadute al suolo secondo un disegno regolare, un triangolo isoscele. A quell’ora dell’alba, Agilulfo aveva sempre bisogno d’applicarsi a un esercizio d’esattezza: contare oggetti, ordinarli in figure geometriche, risolvere problemi d’aritmetica. È l’ora in cui le cose perdono la consistenza d’ombra che le ha accompagnate nella notte e riacquistano poco a poco i colori, ma intanto attraversano come un limbo incerto, appena sfiorate e quasi alonate dalla luce: l’ora in cui meno si è sicuri dell’esistenza del mondo. Agilulfo, lui,
aveva sempre bisogno di sentirsi di fronte le cose come un muro massiccio al quale contrapporre la tensione della sua volontà, e solo così riusciva a mantenere una sicura coscienza di sé. Se invece il mondo intorno sfumava nell’incerto, nell’ambiguo, anch’egli si sentiva annegare in questa morbida penombra, non riusciva piú a far affiorare dal vuoto un pensiero distinto, uno scatto di decisione, un puntiglio. Stava male: erano quelli i momenti in cui si sentiva venir meno; alle volte solo a costo d’uno sforzo estremo riusciva a non dissolversi. Allora si metteva a contare: foglie, pietre, lance, pigne, qualsiasi cosa avesse davanti. O a metterle in fila, a ordinarle in quadrati o in piramidi. L’applicarsi a queste esatte occupazioni gli permetteva di vincere il malessere, d’assorbire la scontentezza, l’inquietudine e il marasma, e di riprendere la lucidità e compostezza abituali
“le opinioni sono come le palle ognuno ha le sue” Clint Eastwood
Ps:15000 visite....stramitico!!
“Il Reverendo Senzadio dice: «In una pianura nella terra di Shinar, tutte le genti lavoravano insieme». L'intera umanità con una visione comune, un grande e nobile sogno per realizzare il quale lavorarono fianco a fianco in quest'epoca prima degli eserciti e delle armi e delle battaglie. Poi Dio abbassò lo sguardo per vedere la loro torre, il sogno comune delle genti, crescere piano piano, pericolosamente vicina.E Dio disse: «Ecco, sono un unico popolo... e questo è solo l'inizio di ciò che compiranno... Ora nessun progetto risulterà loro impossibile...».Le Sue parole, nella Sua Bibbia, Libro della Genesi, capitolo undici.«E così il nostro Dio» dice il Reverendo Senzadio, con le braccia scoperte e i polpacci punteggiati dai segni neri dei peli rasati che ricrescono in ogni poro, dice: «Il nostro Dio onnipotente si è spaventato al punto da disseminare la razza umana ai quattro angoli della terra, frantumandone il linguaggio per mantenere i Suoi figli divisi». Mezzo travestito, mezzo ex marine, il Reverendo Senzadio, scintillante nelle sue paillette, dice: «Un Dio onnipotente tanto insicuro?»
Da spingere i suoi figli l'uno contro l'altro, per mantenerli deboli.Dice: «È questo il Dio che dovremmo venerare?».”
“senza dolore senza sacrificio , non avremo niente. I nostri padri per noi sono come dio ,se loro se la svignavano ,questo cosa ti fa pensare di dio?Stammi a sentire devi considerare la possibilità che a dio tu non piaccia , che non ti abbia mai voluto che con ogni probabilità lui ti odi, non è la cosa peggiore della tua vita ? non abbiamo bisogno di lui ,al diavolo la dannazione la redenzione siamo i figli indesiderati di dio e così sia! Ma prima ti devi arrendere bello , devi avere coscienza , non paura,coscienza che un giorno tu morirai.E’ solo dopo aver perso tutto che siamo liberi di fare qualsiasi cosa .congratulazioni ora hai fatto un passo verso il fondo ”
Agilulfo trascina un morto e pensa: «O morto, tu hai quello che io mai ebbi né avrò: questa carcassa. Ossia, non l’hai: tu sei questa carcassa, cioè quello che talvolta, nei momenti di malinconia, mi sorprendo a invidiare agli uomini esistenti. Bella roba! Posso ben dirmi privilegiato, io che posso farne senza e fare tutto. Tutto - si capisce - quel che mi sembra piú importante; e molte cose riesco a farle meglio di chi esiste, senza i loro soliti difetti di grossolanità, approssimazione, incoerenza, puzzo. È vero che chi esiste ci mette sempre anche un qualcosa, una impronta particolare, che a me non riuscirà mai di dare. Ma se il loro segreto è qui, in questo sacco di trippe, grazie, ne faccio a meno. Questa valle di corpi nudi che si disgregano non mi fa piú ribrezzo del carnaio del genere umano vivente».
Gurdulú trascina un morto e pensa: «Tu butti fuori certi peti piú puzzolenti dei miei, cadavere. Non so perché tutti ti compiangano. Cosa ti manca? Prima ti muovevi, ora il tuo movimento passa ai vermi che tu nutri. Crescevi unghie e capelli: ora colerai liquame che farà crescere piú alte nel sole le erbe del prato. Diventerai erba, poi latte delle mucche che mangeranno l’erba, sangue di bambino che ha bevuto il latte, e così via. Vedi che sei piú bravo a vivere tu di me, o cadavere?»
Rambaldo trascina un morto e pensa: «O morto, io corro corro per arrivare qui come te a farmi tirar per i calcagni. Cos’è questa furia che mi spinge, questa smania di battaglie e d’amori, vista dal punto donde guardano i tuoi occhi sbarrati, la tua testa riversa che sbatacchia sulle pietre? Ci penso, o morto, mi ci fai pensare; ma cosa cambia? Nulla. Non ci sono altri giorni che questi nostri giorni prima della tomba, per noi vivi e anche per voi morti. Che mi sia dato di non sprecarli, di non sprecare nulla di ciò che sono e di ciò che potrei essere. Di compiere azioni egregie per l’esercito franco. Di abbracciare, abbracciato, la fiera Bradamante. Spero che tu abbia speso i tuoi giorni non peggio, o morto. Comunque per te i dadi hanno già dato i loro numeri. Per me ancora vorticano nel bussolotto. E io amo, o morto, la mia ansia, non la tua pace»
1- Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.
2- Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3- La letteratura esaltò, fino ad oggi, l’immobilità pensosa, l’estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno.
4- Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un’automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo...un’automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bella della Vittoria di Samotracia.
5- Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
6- Bisogna che il poeta si prodighi, con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali.
7- Non v’è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all’uomo.
8- Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell’impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente.
9- Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore del liberatori, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
10- Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.
11- Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le marce multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che fiutano l’orizzonte, e le locomotive dall’ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d’acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta. E’ dall’Italia che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d’archeologi, di ciceroni e d’antiquari. Già per troppo tempo l’Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri.
Filippo Tommaso Marinetti


ad ogni donna pensata come amore

Scegliete la vita, scegliete un lavoro, una carriera, scegliete la famiglia, un maxitelevisore del cazzo, scegliete una lavatrice, macchina, lettori cd e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita, scegliete un mutuo ad interesse fisso, scegliete una prima casa, scegliete gli amici, una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto a tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo, scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina, scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoie in uno squallido ospizio, ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi. Scegliete un futuro, scegliete la vita...ma perchè dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto qualcosa altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni... chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina
...gli schiavi della storia ,così mi sentivo.Avevo voglia di distruggere tutte le cose belle che non avrei mai avuto .Bruciare le foreste dell'amazzonia .Pompare clorofluoroidrocarburi in ciclo a mangiarsi l'ozono .Aprire le valvole delle superpetroliere e svitare i tappi delle piattaforme petrolifere.Volevo uccidere tutti i pesci che non potevo permettermi di comprare e annerire le spiagge della costa azzura che non avrei mai visto .Volevo che il mondo intero toccasse il fondo.Non vederla come estinzione .Prendila come un ridimensionamento. Per migliaglia di anni gli esseri umani hanno incasinato e insozzato e smerdato questo pianeta e ora la storia si aspetta che sia io a correre dietro agli altri per ripulirlo.......Tocca a me pagare il conto per le scorie nucleari e i serbatoio di benzina interrati e i residui tossici scaricati nel sottosuolo una generazione prima che nascessi .
Volevo respirare scarichi.Uccelli e cervi sono uno stupido lusso e tutti i pesci dovrebbero galleggiare .Volevo dar fuoco al Louvre .Spaccare gli Elgin Marbles a martellate e pulirmi il culo con la Gioconda.Questo è il mio mondo ora. Questo è il mio mondo , il mio mondo e quelle persone antiche sono morte.... Volevamo liberare il mondo dalla storia...."il riciclaggio e i limiti di velocità sono cazzate" ha detto Tyler " è come uno che smette di scopare quando è sieropositivo"..Scopo del progetto caos ,ha detto Tyler , la completa e immediata distruzione della civiltà.
"Giorno, mi chiamo Forrest, Forrest Gump. Vuole un cioccolatino? Potrei mangiarne una tonnelata di questi qui. Mamma diceva sempre: la vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita"
In passato era sufficiente, quando tornavo a casa rabbioso e sapevo che la mia vita non stava dietro al mio piano quinquennale,mettermi a ripulire l'appartamento o lucidare la macchina. Un giorno sarei morto senza una cicatrice addosso e avrei lasciato un gran bell'appartamento e una gran bella macchina. Molto, molto belli, fino al formarsi di un nuovo velo di polvere o fino all'arrivo di un nuovo proprietario. Non c'è niente di statico. Persino la Gioconda se ne va a pezzi. Da quando c'è il fight club posso far dondolare metà dei denti che ho in bocca.Forse l'automiglioramento non è la risposta. Tyler non ha mai conosciuto suo padre.
Per comprendersi non basta ancora usare le stesse parole:bisogna anche usare le stesse parole per lo stesso genere di esperienze interiori, e da ultimo bisogna avere la propria esistenza in comune.Per questo motivo gli appartenenti a un popolo si capiscono meglio tra di loro che non gli appartenenti a differenti popoli ,anche se si servono della stessa lingua .In tutte le anime c'è un uguale numero di esperienze spesso ricorrenti che ha preso il sopravvento su altre più raramente ricorrenti : su questa base ci si comprende sempre più in fretta ,e su questa base ci si lega sempre più strettamente .Persino in amicizia e amore si fa quest'esperienza : nulla del genere dura non appena si scopre che uno dei due prova sentimenti ,pensieri, sospetti,desideri ,timori diversi dall'altro in relazione alle medesime parole.
Posto quindi che il bisogno da tempo immemorabile abbia avvicinato tra loro solo esseri umani che potevano indicare con analoghi segni analoghe esperienze , ne risulta globalmente che la facile comunicabilità del bisogno ,il che significa in ultima analisi ,l'esperienza di vicende solo medie e comuni , tra tutte le forze subite sin qui dagli esseri umani, deve essere stata la più violenta .Gli esseri umani più simili, più comuni erano e sono sempre in vantaggio : i più ricercati , più raffinati , più rari, più difficili a capirsi restano facilemente soli , nel loro isolamento soggiacciono alle disgrazie e raramente di trapiantano.Bisogna far ricorso a infinite controforze per opporsi a questo naturale progressus in simile, la prosecuzione dell'essere umano nel simile ,solito,medio , gregario: nel comune!
W.F.Nietzsche
E' per questo che fra uomini o donne con diversa esperienza non ci si capirà mai....non si usano le stesse parole per indicare quelli che si credono siano gli stessi sentimenti.Rinunciate alla ricerca, nessuno se avete visto troppo e sentito altrettanto potrà mai comunicare alla pari con voi..non vi capirete mai, preferite un sano silenzio.
Oppure parlate per non dire nulla....sarete animali più sociali.


...i risultati che si creano in situazioni imbarazzanti sono balordi, portano soltanto ad inevitabili conseguenze, spesso più pesanti di quello da cui si fuggiva;ma purtroppo sono strade necessarie, una volta prese non si può più tornare indietro.Finalmente non si ha più scelta,si bloccano tutti i percorsi alternativi.Si bloccano le illusioni e si marcia dritto per una strada in cui non ci sono più opzioni,ma solo un tragico deterministico proseguir diritto verso una meta che non dà più sfumature ma solo tinte forti....
Questo è il mio blog: dove voi vedete amore io vedo illusi, dove voi vedete paura io vedo rinuncia,dove voi vedete vita io vedo morte, dove voi sentite profumo io sento l'odore nascosto della putrefazione, dove vedete speranza io vedo stupidità, dove c'è certezza io vedo schiavitù, dove c'è umanità io vedo solo bestie che essendo dotate della facoltà di sognare si credono divine.
Chi ti sta più vicino ti pugnalerà più forte.....1.20m di distanza.Disprezzo...per tutto e tutti.
Così va il mondo non rompete....purtroppo è la vita...non si sceglie nulla.
"potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi è successo , ma è difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo . A volte è come se la vedessi tutta insieme, ed è troppo...il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare eppoi mi ricordo di rilassarmi e smetto di cercare di tenermela stretta e dopo scorre attraverso me come pioggia ed io non posso provare altro che gratitudine ..per ogni singolo momento della mia stupida piccola vita.Non avete la minima idea di cosa sto parlando, ne sono sicuro...ma non preoccupatevi un giorno lo avrete""Per calmare questa ragazza , per convincerla ad ascoltarmi ,le racconto la storia del mio
pesciolino.Questo è il mio pesciolino numero seicentoquarantuno in una vita costellata di pesciolini rossi.I mei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del signore.Seicentoquaranta pesci dopo, l'unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà.La volta che incontri qualcuno di speciale , puoi farci affidamento il giorno che è già morto e sepolto" Chuck Palahniuk Survivor.
Ps: se vale io ho avuto 4 cani, due gatti e 3 canarini...tutti morti.
Questa è la storia di un uomo che sta precipitando dal 50° esimo piano di un edificio....ed ad ogni piano che passa si ripete fra sè e sè....FIN QUI TUTTO BENE....consapevole che il problema non è la caduta ma l'atterraggio.