"BATTIAMOCI A MANI NUDE,SE NON ANDREMO IN PARADISO,MANO NELLA MANO CI ACCOGLIERA' L'INFERNO" Riccardo III,Shakespeare

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i limiti esistono solo per chi ha paura della multa;l'uomo non è il sogno di Dio ma l'incubo della terra;drogarsi di sogni è un buon rimedio per chi non accetta una realtà brutale;andare in paradiso è così difficile che molti preferiscono l'inferno;se accendono il lampeggiante non vogliono sfidarvi;; ai sogni preferisco gli incubi..è più facile svegliarsi;

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libri da Tenere nella Bibblioteca Personale ..Fondamentali..il resto di quello che ho letto l'ho piacevolmente dimenticato.

Così Parlo Zarathustra NIETZSCHE,l'Anticristo NIETZSCHE,Al di là del Bene e Del Male NIETZSCHE,Ecce Homo NIETZSCHE,Sudditi MASSIMO FINI,Il manifesto dell'antimodernità FINI, il denaro sterco del Demonio FINI,Il Ribelle FINI,I Dolori Del Giovane Werther GOETHE,Le affinità Elettive GOETHE,Avere o Essere ERICH FROMM,Anarchia e Libertà NAOM CHOMSKY,Dopo L'Unidice Settembre Naom Chomsky, Compedio del Capitale CAFFIERO,Le veglie di Bonaventura KLINGEMANN, Trattato sulla Tolleranza VOLTAIRE, Aforismi O.WILDE,IL ritratto di Dorian Gray O.WILDE, Il principe felice ed altri Racconti O.WILDE, L'importanza di chiamarsi Ernesto O.Wilde ,Tutto Ferrari ,Dialogo Fra Contadini Sull'Anarchia ENRICO MALATESTA,Gli Imperatori Romani Storia e Segreti di M.GRANT, Amleto di SHAKESPEARE,Stato e Anarchia di Michael BAKUNIN ,La scimmia pensa e la scimmia fa , cavie,fight club,survivor di CHUCK PALAHNIUK,Il fu mattia Pascal PIRANDELLO,Dei Delitti e Delle Pene Di BECCARIA,il giudizio degli altri SCHOPENHAUER,Ragazzo:storia di una vecchiaia MASSIMO FINI,Tecnologia Meccanica GABRIELLI FILIPPO,Meccanica Strutturale LENCI STEFANO;il cavaliere inesistente,il visconte dimezzato, il barone rampante, marcovaldo DI ITALO CALVINO,Psicoanalisi dell'amore di ERICH FROOM, Sotto la Notizia Niente CLAUDIO FRACASSI,Il Conformista di MASSIMO FINI,Manifesto per la soppressione dei partiti di SIMONE WEIL,LA QUESTUA di Curzio Maltese, CENT'ANNI DI SOLITUDINE di Gabriel Garcia Marquez,LA STORIA di Elsa Morante,ECCE HOMO Nietzsche, LA RAGIONE AVEVA TORTO? di Massimo Fini, Il Dio Thoth di MASSIMO FINI

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sabato, 21 novembre 2009
Dio

...Poveri umani, così piccoli...

Postato da: Giovanni1984 a 16:40 | link | commenti
aforismi, le mie lucide follie

martedì, 10 novembre 2009
.....Quando Gli Immigranti Eravamo Noi...DA RICORDARE SEMPRE

Postato da: Giovanni1984 a 07:51 | link | commenti (5)
politica, attualità, società

domenica, 08 novembre 2009
Sul Crocefisso....

simboloRepubblicaHo sentito troppe opinioni, troppe voci e idee sulla questione per non aggiungere anche la mia nel marasma generale.
Che il crocefisso sia un simbolo dell'Italia e degli italiani è una stupidaggine: Garibaldi, Cavour, Mazzini, non mi risulta assolutamente che unirono il paese sotto una croce, ma sotto il tricolore.Il crocefisso era simbolo , di uno stato che impedì in tutte le maniere possibili che l'Italia si riunisse.Nelle scuole dello stato italiano, era totalmente assente questo simbolo religioso, i politici di allora, meno quaquaraqua di quelli di oggi ,erano consapevoli che fra religione  e stato ci deve essere una divisione netta.Sopra lo stato non ci sono altre autorità morali, la legge la dà lo stato.Erano quindi laici se non apertamente anticlericali.Fu Mussolini, che per allargare il consenso sociale alla sua dittatura, immischiò le carte e grazie al concordato ,la croce e l'ora di religione entrarono nelle scuole del regno.Mai errore più dannoso e funesto fu fatto (beh fra i tanti): la rigida divisione fra le due cose nel nostra paese fu per sempre persa.Da quel momento in poi il vaticano si sentì legittimato ad entrare negli affari di stato , ed i nostri politici sempre più incosistenti ,tutti chini a inginocchiarsi.Dirsi Italiano quindi non significa assolutamente dirsi Cattolico, si può benissimo essere un grande patriota ed essere totalmente atei.
Detto questo, io sono della corrente di pensiero che nel 1870 i Bersaglieri dovessero entrare a San Pietro e cacciare a pedate il papa dal suo scranno di potere temporale; la cosa avrebbe fatto bene sia alla chiesa che all'Italia.Nel nostro territorio non ci sarebbe stata una voce che "per diritto divino" si poteva sentire superiore a quella della repubblica, che siamo tutti noi.
Ora quindi non capisco assolutamente il motivo per cui il crocefisso dovrebbe rimanere nelle scuole pubbliche della REPUBBLICA ITALIANA che non è ancora diventata una repubblica CATTOLICA : nelle scuole pubbliche ci sia il simbolo della repubblica e la foto autografata dello capo dello stato.In quelle private cattoliche siano liberissimi di metterci la croce.
Ps: inoltre sono dell'opinione di togliere anche l'ora di religione, con una di educazione civica ai valori della  repubblica  ,delle sue leggi e della costituzione.Per i cattolici c'è già il catechismo,che non è pagato con i soldi di tutti.Non siamo in uno stato teocratico diretto dal vaticano ( che ricordo a tutti che è l'ultima monarchia assolustista maschilista presente in occidente)   o meglio non ancora.

Postato da: Giovanni1984 a 12:03 | link | commenti (3)
politica, religione, attualità, società

sabato, 07 novembre 2009
Waltz2 from Jazz Suite -Dimitri Shostakovich

Postato da: Giovanni1984 a 18:40 | link | commenti
musica

Capitalismo Moderno

grosz-eclipse-of-the-sun1...Privatizzare gli utili , socializzare le perdite.Si torni alle industrie di stato , i nostri bravi imprenditori sono eccellenti solo nel farsi dare aiuti statali e ad usare i soldi dei contribuenti per spostare le fabbriche in Romania .Sono maghi nel  creare holding lussemburghesi con le quali grazie ad un misero 10% di azioni sono proprietari di ex ditte statali ; ditte che poi delocalizzano in giro per il mondo pompando gli utili che poi  si spartiscono fra i soliti nomi dell' alta aristocrazia finanziaria-economica del paese.Alla fine del giro, ricchi più di prima ,minacciano di licenziare i lavoratori per ottenere altri aiuti, con cui fanno finta di mandar avanti gli impianti italiani fino al prossimo ricatto alla collettività.Alla fine del giro pagano sempre i poveracci....
Confindustria , non la sopporto, ricchi industriali che stanno sempre a piangere miseria.
ps:leggete l'articolo dell'Espresso del 12 novembre 2009 pag 157 "Dalmine è finita In Transilvania" di Luca Piana

Postato da: Giovanni1984 a 14:29 | link | commenti
politica, attualità, società

venerdì, 06 novembre 2009
Bufalo Bill-Francesco De Gregori

Postato da: Giovanni1984 a 17:17 | link | commenti
musica

Domanda a Dio...

...ok ,va bene ,tu sei morto per noi.Ma perchè nessuno tiene il conto di quanti uomini sono morti per te?.....

Postato da: Giovanni1984 a 15:19 | link | commenti
politica, religione, attualità, società

giovedì, 05 novembre 2009
Francesco Guccini -La Genesi


[Parlato]
Una canzone molto più... più seria e più impegnata, oserei dire impegnatissima, una canzone che
mi è stata ispirata, a me succede poche volte, però questa canzone mi è stata ispirata
direttamente dall'alto. Ero lì, nel mio candido lettino... e ho sentito una voce che diceva "Francesco",
dico "socc..., chi è?"... dico "eh?", diceeeeee "svegliati sono il tuo Dio." E allora così, in questo modo sollecitato, ho pensato di, di... fare un' opera musicale colossale e mettere in musica l'Antico Testamento. Per ora sono riuscito a fare soltanto la Genesi... che è la vera storia della creazione del mondo...

Per capire la nostra storia bisogna farsi ad un tempo remoto:
c'era un vecchio con la barba bianca, lui, la sua barba, ed il resto era vuoto.
Voi capirete che in tale frangente quel vecchio solo lassù si annoiava,
si aggiunga a questo che, inspiegabilmente, nessuno aveva la T.V. inventata...

Beh, poco male, pensò il vecchio un giorno, a questo affare ci penserò io:
sembra impossibil, ma in roba del genere, modestia a parte, ci so far da Dio!
"Dixit", ma poi toccò un filo scoperto, prese la scossa, ci fu un gran boato:
come T.V. non valeva un bel niente, ma l' Universo era stato creato...


Come son bravo che, a tempo perso, ti ho creato l'Universo!
Non mi sembra per niente male, sono davvero un tipo geniale!
"Zitto, Lucifero, non disturbare, non stare sempre qui a criticare!
Beh sì, lo ammetto, sarà un po' buio, ma non dir più che non si vede un tubo!"

[parlato]
"Che sono parolacce che non sopporto!", disse il vecchio a Lucifero. "E poi se c'è una cosa e un'altra che non posso sopportare sono i criticoni: fattelo te l' Universo se sei capace! Che me at dig un quel... disse il ve..." Era d' antica origine modenese da parte di madre il ve... "Io parlo chiaro: pane al pane, vino al vino, anzi vin santo al vin santo. Sono buono e bravo, ma se mi prendono i cinque secoli me at sbat a l' inferen, com'è vero Dio!"

Ma poi volando sull' acqua stagnante e sopra i mari di quell' Universo,
mentre pensava se stesso pensante in mezzo a quel buio si sentì un po' perso.
Sbattè le gambe su un mucchio di ghiaia dopo una tragica caduta in mare,
quando andò a sbattere sull' Himalaya il colpo gli fece persino un po' male...

Fece crollare anche un gran continente soltanto urtandolo un poco col piede:
si consolò che non c'era ancor gente e che non gli era venuto poi bene.
Ma quando il buio gli fece impressione, disse, facendosi in viso un po' truce:
"diavol d' un angelo, avevi ragione! Si chiami l' Enel, sia fatta la luce!"

Commutatori, trasformatori, dighe idroelettriche e isolatori,
turbine, dinamo e transistori per mille impianti di riflettori,
albe ed aurore fin boreali, giorni e tramonti fin tropicali.
"Fate mo' bene che non bado a spese, tanto ho lo sconto alla fine del mese..."

[parlato]
"Te Lucifero non ti devi interessare come faccio ad avere io lo sconto alla fine del mese. Ma cosa vuol dire corruzione, una mano lava l' altra, come si dice; vuoi che uno nella mia posizione non conosca nessuno? Però intanto, ragazzi, andateci piano perchè la bolletta la portano a me. M' avete lasciato accesa la luce al polo sei mesi, sei mesi, no, sei mesi! Grazie, c'era freddo, i surgelati li debbo pur tenere da qualche parte! Adesso la tenete spenta sei mesi come ... e poi quei ragazzi lì, come si chiamano quei ragazzini che vanno in giro con quella cosa? Aureola si chiama? No no, am pies menga, no no no, ragazzi quelle cose li, io vi invento il peccato di superbia e vi frego tutti eh, adesso ve lo dico, bisogna guadagnarsele... a parte il fatto che non mi adorate abbastanza... no no no Lucifero, è inutile che tu mi chiedi scusa: adorare significa non dovere mai dire mi dispiace! Tientelo in mente... Voi, ecco, io vi do ogni dieci atti di adorazione vi do un buono, ogni dieci buoni voi mandate la cartolina che il 6 gennaio... che poi ci ho tutta un'altra idea in testa per la... facciamo Aureolissima che è una festa che mi sembra molto bella. Piuttosto Lucifero, non sgamare, vieni qua ragazzo... Com' è, mi hanno detto che hai stampato un libro... Il Libretto Rosso dei Pensieri di... oh, bella roba il libretto rosso dei pensieri di Lucifero! Ragazzi mi spiace... ma cosa vuol dire di sinistra, di sinistra... non sono un socialdemocratico anch' io? avanti al centro contro gli opposti estremismi! ...eh ma, ...no no no, non ci siamo mica qua: se c' è uno che può pensare anzitutto sono io ... e non tirare mica in ballo mio figlio, quel capellone, con tutti i sacrifici che ho fatto... per me lui lì finisce male... ah me, me a tal deg ... finisce male. E attento che te e lui, io ho delle soluzioni per voi che non vi piaceranno, per Dio! E non guardarmi male che qui dentro "per Dio" lo dico come e quando mi pare!"

Ma fatta la luce ci vide più chiaro: là nello spazio girava una palla.
Restò pensoso e gli parve un po' strano, ma scosse il capo: chi non fa non falla.
Rise Lucifero stringendo l' occhio quando lui e gli angeli furon da soli:
"Guarda che roba! Si vede che è vecchio: l'ha fatto tutto schiacciato sui poli!"

Per riempire 'sto bell'ambiente voglio metterci tante piante.
"Forza, Lucifero, datti da fare, ordina semi, concime e trattore,
voglio un giardino senza uguali, voglio riempirlo con degli animali!
Ma cosa fa 'sto cane che ho appena creato? Boia d'un Giuda, m' ha morsicato!

[parlato]
"Piuttosto fallo vedere da un veterinario, che non vorrei aver creato anche la rabbia, già così...cos'è che non ho creato? Lo sapevo: l'uomo non ho creato! Grazie, mi fate sempre fare tutto a me, mi tocca sempre fare! Qua se non ci sono io che penso a tutto.. va beh, nessuno è perfetto... sì, lo so che sono l'Essere Perfettissimo Creatore e Signore. Grazie! Adesso ti trasformo in serpente così impari, striscia mo' lì! Viuscia via!"
E portarono al vecchio quello che c' era rimasto ... c'era un po' di formaggio e due scatolette di Simmenthal, cioè lui li mise assieme e poi...

Prese un poco di argilla rossa, fece la carne, fece le ossa,
ci sputò sopra, ci fu un gran tuono ed è in quel modo che è nato l'uomo...


[parlato]
Era un venerdì 13 dell'anno zero del Paradiso!

 

Postato da: Giovanni1984 a 09:31 | link | commenti

venerdì, 30 ottobre 2009
Aforisma

...Società strana si preoccupa di più di cani e gatti abbandonati che dei barconi di immigrati affondati...La morte degli immigrati in mare non fa più notizia, un gatto maltrattato occupa metà telegiornale...

Postato da: Giovanni1984 a 20:07 | link | commenti (4)
politica, aforismi, società

giovedì, 29 ottobre 2009
A.R Roberto Vecchioni

Postato da: Giovanni1984 a 22:17 | link | commenti
musica

......Maledetto Barone Rosso!!!!!!!!...........

Postato da: Giovanni1984 a 07:34 | link | commenti (2)

martedì, 27 ottobre 2009
Carne da Cannone

Grosz_i_ladri I banchieri rischiano i nostri soldi, perdono i nostri soldi ,prestandoli a persone più ricche di noi e si rifanno ridare i soldi da noi.....cioè è un sistema "geniale" di sfruttamento. E noi continuiamo a lavorare per mettere i soldi al "sicuro" in banca.Siamo carne da cannone.Lavorare per tenere i soldi in banca è malsano.Il risparmio è insalubre.
ps: le banche private sono solo una forma di braconaggio sulla società.I soldi non dovrebbero generare interessi.

Postato da: Giovanni1984 a 09:41 | link | commenti (3)
politica, società

Politica Italiana...Aforisma

...si può dire di tutto della politica italiana, tranne che sia noiosa..... 

Postato da: Giovanni1984 a 09:26 | link | commenti (2)
politica, attualità, società

Titanic+ I Muscoli del Capitano De Gregori..Due Capolavori

...tutti si fidavano troppo, dell'ottimismo e della modernità...

Postato da: Giovanni1984 a 07:17 | link | commenti
musica

giovedì, 22 ottobre 2009
Aforisma

"Se hai un debito di diecimila dollari è affar tuo, ma se è di un milione è un problema delle banche " Bertold Brecht

Postato da: Giovanni1984 a 09:51 | link | commenti (5)
politica, attualità, società

sabato, 17 ottobre 2009
Lucia Dalla-Itaca

Capitano che risolvi con l'astuzia ogni avventura
ti ricordi di un soldato
che ogni volta ha più paura.
Ma anche la paura in fondo
mi dà sempre un gusto strano.
Se ci fosse ancora mondo
sono pronto
Dove andiamo......

Postato da: Giovanni1984 a 14:18 | link | commenti (2)
musica

Il ministro del lavoro non ha mai lavorato in vita sua Di Massimo Fini

sacconi_10052008Il Corriere, forse per farsi perdonare da Berlusconi che lo ha bollato come "giornale di sinistra" ("robb de matt", ma fine meritata di tutti i servi sciocchi: così il duo Mieli-De Bortoli impara a difendere, come fa da quindici anni con i similiberali Panebianco, Della Loggia, Ostellino, Batista, ogni illiberismo, ogni illiberalità, ogni indecenza democratica del Cavaliere), si è precipitato, il giorno dopo, a intervistare Marina Berlusconi e il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi (Pdl). Particolarmente interessante l'intervista a costui perché mischia un mucchio di corbellerie a cose inquietanti.
Cominciamo con le corbellerie. «L'anomalia, se uno guarda la storia di questo Paese, non è Berlusconi». No, il possesso dell'intero comparto televisivo privato nazionale da parte di un singolo imprenditore, il conflitto di interessi, il potere concentrato nelle sue mani, non sono anomalie, «l'anomalia è l'antica vocazione di alcuni a criminalizzare l'avversario, oggi è Berlusconi, ieri era Craxi, era Andreotti, era Bisaglia, era Scelba, era anche De Gasperi... una lunga lista di leader moderati». A parte che definire "moderato" un uomo violento come Berlusconi, che ha via via delegittimato tutte le Istituzioni del Paese, pare un tantino azzardato («il moderatismo non è un luogo dello schieramento politico, ma un modo di essere» ha detto bene una volta Mino Martinazzoli), Sacconi, per quel che riguarda gli anni Cinquanta e i primi Sessanta, non conosce la storia d'Italia. In quegli anni lo scontro ideologico era durissimo (si trattava di scegliere fra una società marxista e una liberale), ma il rispetto per la persona dell'avversario era fuori discussione. Basterebbe ricordare le "Tribune politiche" condotte da Jader Jacobelli. Io posseggo un carteggio fra mio padre, Benso Fini, direttore di un quotidiano liberale, Il Corriere Lombardo, e i comunisti Armando Cossutta, Corrado De Vita, Davide Lajolo, dai toni civilissimi. Al momento del dunque quegli uomini si sarebbero presi a fucilate ma si rispettavano. Perché, si chiamassero De Gasperi, Einaudi, Saragat, Nenni o Amendola, meritavano rispetto.
Oggi, secondo Sacconi, quella tendenza storica a demonizzare l'avversario che si è inventata sarebbe passata nei revenant della sinistra e «nelle nuove forme di radicalismo populista: Di Pietro per intenderci». Se Di Pietro è populista Bossi e Berlusconi, con i loro continui appelli al "popolo sovrano", cosa sono? In ogni caso Sacconi pone qui una questione quasi metafisica: come si fa a non demonizzare il Demonio? Spunta Satanasso, io dico: «Cribbio, il Demonio!». Arriva Sacconi e ammonisce: «Zitto, mascalzone, lo stai demonizzando». Se Craxi viene condannato a dieci anni e passa per concussione sono io che lo "criminalizzo" o è che lui è un criminale?
Sacconi proseguendo nel proprio ragionamento da buon populista afferma che Berlusconi «merita rispetto» in quanto «espressione del popolo». E certo come presidente del Consiglio ha diritto al rispetto da parte delle altre Istituzioni. Ma chi non rispetta chi in Italia? Napolitano che non ha mai proferito verbo contro il premier? La Corte Costituzionale che, com'è sua prerogativa, si è pronunciata sulla legittimità di una legge? La magistratura ordinaria che, com'è suo dovere, lo ha inquisito per delle ipotesi di reato che spesso si sono rivelate molto più che delle ipotesi? O non è stato piuttosto Berlusconi a «mancare di rispetto» a tutte le altre Istituzioni? Accusando il Capo dello Stato di non essere imparziale, cioè di essere venuto meno al principale dovere della sua carica, e addirittura, cosa inaudita, di non aver fatto pressioni sui giudici della Consulta per orientare la decisione sul "Lodo Alfano" col che avrebbe davvero tradito la sua funzione e commesso un reato da "impeachment". Accusando la Corte Costituzionale di aver emesso una "sentenza politica" e quindi quei magistrati del più grave dei reati che si possa loro addebitare: non aver applicato la legge agendo per fini diversi da quelli di giustizia. Idem tutte le infinite volte che ha accusato la magistratura ordinaria di "complotto".
Seguendo la linea di deligittimazione della Magistratura tanto cara al suo Capo, Sacconi dice: «Una sentenza come quella del tribunale civile di Milano contro Fininvest induce una tremenda insicurezza in tutti, anche nel più piccolo imprenditore il quale ha la percezione che possa accadere l'imponderabile, che pure la richiesta più assurda possa essere accolta, con il risultato di una sopravvivenza passiva mai messa in conto». Una corbelleria senza logica che fa da "trait d'union" con la parte inquietante. «Bisogna rafforzare la leadership democratica dell'Italia» per non danneggiarne l'economia e il ruolo internazionale. «Ogni italiano deve sentirsi parte di un legittimo e condiviso interesse nazionale. Nessuno, pur di arrecare danno al proprio concorrente politico o in affari, può giocare contro il proprio Paese. E invece si tenta ogni giorno di deligittimare la leadership di Berlusconi a costo di sostenere interessi antinazionali». Insomma non bisogna disturbare il manovratore e se poi fa strame di interi capitoli del Codice penale, delle Istituzioni, della Costituzione che sarà mai di fronte all' "interesse nazionale"? Questo fu l'argomento "populista" che spianò la strada al fascismo: che i treni arrivassero in orario, per il resto Mussolini facesse quello che voleva. Ma più sinistro ancora è quel chiodo, battuto ogni giorno anche dai giornali-mazzieri del premier, dell' "antitalianità" dell'opposizione se appena osa opporsi. Perché ricorda da vicino le purche staliniane contro «gli elementi oggettivamente antisovietici».
Questo è l'ineffabile ministro del Lavoro Maurizio Sacconi il quale, scorrendo il suo curriculum (sindacalista Cgil a 18 anni, poi senatore Pdl), non ha fatto una sola ora di lavoro in sessant'anni di vita. Un premiato "fannullone". Intervenga Brunetta.


Massimo Fini
www.massimofini.it

Postato da: Giovanni1984 a 13:13 | link | commenti (4)
politica, attualità, società

Il consenso della gente non autorizza a non rispettare la legge DI MASSIMO FINI

img082La sentenza del Tribunale civile di Milano (giudice Raimondo Mesiano) che condanna la Fininvest a risarcire con 750 milioni di euro la Cir fa parte, secondo i capigruppo del Pdl alla Camera e al Senato, di un "disegno eversivo" teso a scalzare il premier Berlusconi oggetto di un "accerchiamento" di cui sono testimonianze, fra l’altro, la manifestazione indetta dai sindacati per la libertà di stampa e il gossip sulle escort. Che cosa c’entri con una manifestazione di piazza e con le escort la sentenza di un Tribunale di quella Repubblica di cui Berlusconi è premier non si capisce.
Fatto sta che il giudice Mesiano è stato accusato di "eversione", reato gravissimo in sè ma ancor più grave se compiuto da un magistrato perché vuol dire che non ha applicato la legge, ma ha agito per fini politici che con la legge non hanno nulla a che fare. Ora, le cose sono due. O si ritiene che la Magistratura è l’organo legittimato a dirimere le controversie penali e civili che sorgono fra i cittadini e allora tutti sono tenuti a rispettarle. Ci può essere naturalmente un giudice corrotto che emette una sentenza per fini diversi da quelli di giustizia. Se così è, se si hanno sufficienti indizi, si denunci il giudice Mesiano alla Procura della Repubblica competente. Se non lo si fa, vuol dire che si ritiene che non questo o quel giudice sia corrotto ma che lo sia la Magistratura nel suo complesso. Ma se così fosse allora tutti, e non solo Berlusconi, sono autorizzati a non rispettare le sentenze della Magistratura e legge su cui si basano. Ciò che è assolutamente inaccettabile è che si considerino valide e legittime le sentenze quando ci danno ragione e illegittime quando ci danno torto.(Nel 1991 la Cir fu condannata a risarcire Fininvest con 365 miliardi che ovviamente pagò).
La Magistratura, l’ho detto altre volte, è come l’arbitro di una partita di calcio. Dell’arbitro si può dire che sbaglia, che è impreparato, che non ci vede, ma se alcuni giocatori sostengono che è corrotto e non accettano i suoi fischi quando sono contro ma d’altro canto pretende che siano validi quando sono a favore la partita finisce rapidamente in una zuffa perché, prima o poi, anche tutti gli altri giocatori si comporteranno allo stesso modo. Fuor di metafora si rompe il patto sociale che ci lega e si scende la ripidissima china dell’anarchia o della guerra civile.
L’onorevole Berlusconi dopo aver cercato di mettersi al riparo, col "Lodo Alfano", dalla legge penale pretenderebbe ora di essere sottratto anche a quella civile. Questo, avrebbe detto la mia mamma, è "il colmo dei colmi". Se domani un elicottero della Fininvest cade sulla mia casa, la distrugge, uccide i miei figli e il giudice condanna Berlusconi a risarcirmi, costui pretenderà di non pagare in quanto vittima di un "complotto" giudiziario. Dice: ma tu non sei nessuno, Berlusconi ha il consenso della maggioranza degli italiani.
Ma il consenso non autorizza nessuno a non rispettare le leggi penali e civili. Il consenso non ha un valore assoluto. Altrimenti si potrebbe emanare, col consenso della maggioranza, una legge che stabilisce che tutti quelli che hanno i capelli rossi devono essere fucilati. Il consenso trova i suoi limiti nei principi fondamentali e costituzionali di una liberaldemocrazia. Se invece il potere della maggioranza è assoluto, si entra nel campo della "giustizia popolare", del giacobinismo, dei regimi alla Robespierre, che con la democrazia liberale non hanno nulla a che fare.

Massimo Fini

Postato da: Giovanni1984 a 12:39 | link | commenti (2)
politica, attualità, società

Rfiorma Della Giustizia Ecco Perchè Berlusconi Non Può Farla Di Massimo Fini

villa_ArcoreSia a sinistra che a destra si è fatta una gran confusione, sulle conseguenze della bocciatura del "lodo Alfano". Il premier non ha alcun obbligo, né politico né morale né tantomeno giuridico di dimettersi, come gli è stato chiesto da più parti, violando così la volontà del corpo elettorale che lo ha voluto alla guida del Governo. Semplicemente Berlusconi, come qualunque altro cittadino nella sua situazione, dovrà difendersi nei processi in cui è imputato. Perderà, come ogni altro cittadino, un po’ di tempo e di denaro, cosa del resto che è disposto a fare nei processi in cui è lui a essere parte attiva. Non ha quindi nessun senso che da sinistra e da destra (Libero: «Silvio: facci votare») si chiedano nuove elezioni. Anche qualora Berlusconi vincesse col 60% dei suffragi questo non riporterebbe in vita il "lodo Alfano" né annullerebbe la sua incostituzionalità.
Non è nemmeno vero che la Corte Costituzionale abbia smentito se stessa contraddicendo la precedente pronuncia sul "lodo Alfano". A parte che nel diritto italiano, a differenza di quello inglese basato sulla "Common law", la giurisprudenza non fa legge, il fatto è che la precedente pronuncia sul "lodo Schifani" aveva già individuato sufficienti "elementi di incostituzionalità", lasciando impregiudicato che potessero essercene degli altri, anche più gravi, che sono poi quelli su cui ha messo il dito la sentenza sul "lodo Alfano": la violazione del principio di uguaglianza (art. 3 Cost.) che non poteva essere intaccato da una norma ordinaria.
Così come non è vero che Napolitano esca "sconfitto" da questa vicenda. Il vaglio di costituzionalità del Capo dello Stato è in prima battuta, per casi palesemente abnormi, e il suo è di fatto un parere consultivo tanto che se il governo gli ripresenta la stessa legge è obbligato a controfirmarla. La pronuncia decisiva è quella che spetta alla Corte Costituzionale. A meno che non siano vere le voci secondo cui ci sarebbe stato un accordo fra Berlusconi e Napolitano perché costui facesse pressioni sulla Corte per avere il "via libera" sul "lodo", ipotesi cui non vogliamo dare credito perché implicherebbe l’impeachment per entrambi.
Preoccupa invece che un governo guidato da Berlusconi si appresti a varare la riforma della Giustizia. L’uomo ha troppo motivi di risentimento nei confronti della magistratura per il cui ruolo ha sempre dimostrato un assoluto disprezzo accusandola più volte di "complotti" e definendo i giudici dei pazzi antropologici, per poter mettere mano serenamente a una riforma così delicata. Non per nulla "Libero" titolava: «La vendetta di Berlusconi». E infatti già si parla di reintrodurre l’immunità parlamentare e di limitare le intercettazioni ai reati di maggior allarme sociale. Ora è vero che l’immunità era prevista nella Costituzione del 1946, ma faceva riferimento a una classe politica dalla morale ottocentesca quando un ministro si suicidava, per la vergogna, perché accusato di aver portato via dal suo ufficio un po’ di cancelleria. Oggi, con tutta evidenza, la situazione è ben diversa. In quanto all’allarme sociale bisogna intendersi: lo scippo a una vecchina crea certamente allarme sociale, ma una bancarotta fraudolenta mette sul lastrico cento vecchine.
Tutto teso a guardar le spalle di "lorsignori" questo progetto di riforma sembra dimenticare quello che è il vero, devastante, problema della giustizia italiana e che riguarda ogni cittadino: l’abnorme durata dei processi, che mortifica gli innocenti, premia i colpevoli, incide sulla possibilità di tutelare il segreto istruttorio e su una carcerazione preventiva equa, e annulla quella certezza della pena che, a parole, tutti invocano.

Massimo Fini

Postato da: Giovanni1984 a 12:36 | link | commenti
politica, attualità, società

MatrioSKA!!!!!!!!!!..Non Voglio Più...

Postato da: Giovanni1984 a 11:58 | link | commenti
musica

Tv Cretina Per Cretini

 
Questo si chiama servilismo viscido....un servizio che non contiene nulla. Un killeraggio mediatico senza nessun significato.A quando l'olio di ricino e il manganello per chi dà fastidio al padrone? Che schifo ,servi dei servi.....

Postato da: Giovanni1984 a 11:02 | link | commenti
attualità, società, tv

martedì, 13 ottobre 2009
La Storia Del Lodo Alfano

Testo: Buongiorno a tutti. Avete visto che pasticcio sta succedendo? Due giorni fa il giornale di casa Berlusconi pubblica una ricostruzione di come fu concepito, costruito, approvato e promulgato il cosiddetto Lodo Alfano e da chi. Devo dire -è una cosa che non farò mai più, credo, ma- che la ricostruzione di Feltri è abbastanza verosimile, secondo me molto vicina alla verità: del resto l’avevamo scritto nel libro “Bavaglio” l’anno scorso, come erano andate le cose e, chiunque abbia un po’ di memoria o abbia partecipato alla manifestazione di Piazza Navona dell’8 luglio dell’anno scorso, l’ha sentito ripetere da molti di noi. Il Lodo Alfano non l'ha scritto Alfano Il Lodo Alfano l’unico che non l’ha scritto è Alfano: il Lodo Alfano è opera di Berlusconi e dei suoi Avvocati, Ghedini innanzitutto e, dall’altra parte, lo staff del Quirinale con qualche zampino del Partito Democratico, all’epoca guidato dal leggendario Walter Veltroni. Oggi il Quirinale, dopo aver lasciato passare un’intera giornata, la giornata di domenica, smentisce quella ricostruzione in maniera un po’ vaga, dicendo “ è del tutto falsa l’affermazione che al Quirinale si siano stipulati patti su leggi la cui iniziativa, come è noto, spetta al governo e tanto meno sul superamento del vaglio di costituzionalità affidato alla Consulta”. Dopodiché dice che “ la collaborazione tra gli uffici della presidenza del Consiglio e i Ministri competenti è una prassi da lungo tempo consolidata, di semplice consultazione e leale cooperazione, che lascia intatta la netta distinzione dei ruoli e delle responsabilità”. Quanto sia netta questa distinzione lo vediamo tra un attimo. Prosegue, la nota del Quirinale, con il fatto che c’era la legge blocca /processi che era incostituzionale e che, quindi, il Consiglio dei Ministri la sostituì con la Legge Alfano che, invece di bloccare 100.000 processi, bloccava soltanto quelli a Berlusconi. Dice “ Napolitano ne autorizzò la presentazione al Parlamento e, successivamente, dopo l’approvazione da parte delle Camere, promulgò la legge, dando un via libera che - dice - non poteva in nessun modo costituire garanzia di giudizio favorevole della Corte in caso di ricorso” e questo è vero, la firma del capo dello Stato non pregiudica che la Corte possa bocciarla, la legge: quante volte abbiamo visto che la Corte Costituzionale ha bocciato leggi firmate dal Presidente della Repubblica? “il rispetto dell’indipendenza della Corte Costituzionale e dei suoi giudici, doveroso per tutti, ha rappresentato una costante linea di condotta per qualsiasi Presidente della Repubblica” e su questo non ci sono dubbi. Ci sono dubbi invece sulla prima parte della smentita, perché in realtà non sta scritto da nessuna parte che gli uffici tecnici della Presidenza della Repubblica debbano avviare una prassi di cooperazione e consultazione con i Ministeri e con chi fa le leggi o chi le propone, o chi prepara i decreti. Sarò fissato, sapete che abbiamo appena fatto un quotidiano, Il Fatto Quotidiano, che ha come linea politica la Costituzione e quindi me la sto ripassando: oggi vorrei ripassare l’articolo 74; non so se avete notato, ma su Il Fatto Quotidiano ogni settimana la costituzionalista Lorenza Carlassare esamina un articolo della Costituzione, la settimana scorsa abbiamo esaminato il terzo, questa settimana ci sarà il quarto e andremo avanti. Vi anticipo il settantaquattresimo, che dice: “ le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica - scusate, questo è il 73 - entro un mese dall’approvazione. Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l’urgenza la legge è promulgata nei termini da esse stabiliti. Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione e entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso”. Napolitano poteva non firmare Dopodiché, il 74 - e qui arriviamo al dunque - prevede quanto segue: “ il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge può, con messaggio motivato alle Camere, chiedere una nuova deliberazione; se le Camere approvano nuovamente la legge questa deve essere promulgata”. E’ molto secco questo articolo, sono quattro righe e mezza, due commi: “ il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge può, con messaggio motivato alle Camere, chiedere una nuova deliberazione; se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata”, punto e fine: che cosa significa? Che il Presidente, solo se la legge è manifestamente incostituzionale, la può rimandare indietro alle Camere con un messaggio? Assolutamente no, non c’è scritto: c’è scritto che il Presidente della Repubblica, prima di promulgarla, può rimandarla indietro e chiedere di rifarla diversa, con un messaggio motivato alle Camere, dove spiega il perché, sia che sia incostituzionale e sia che non gli piaccia: ci possono essere delle leggi orrende, infami, ributtanti, ingiuste, contrarie alla moralità pubblica, contrarie al senso dello Stato, che non per questo sono di per sé manifestamente incostituzionali, per esempio l’ultima che ha firmato, ossia lo scudo fiscale. Non si sa se sia incostituzionale, sicuramente è una porcheria inaudita per le ragioni che abbiamo spiegato e che spiegheremo domani, dove su Il Fatto Quotidiano troverete un manualetto per il riciclatore a norma di legge, a norma di scudo. Prendiamo un altro caso: la legge che fa degli immigrati clandestini dei delinquenti prima ancora che commettano dei reati, solo per lo status di clandestini; è una totale follia, non serve a niente dal punto di vista della lotta alla clandestinità: perché? Come potrà mai essere spaventato un immigrato clandestino dalla prospettiva di essere condannato a una pena pecuniaria di 5 o 10. 000 Euro? Non li ha, né 5 né 10. 000 Euro, se li ha non risultano e non li pagherà mai, è lo Stato che deve avere paura di un’ondata di migliaia, migliaia e migliaia di processi a gente che, alla fine, sarà condannata a pagare una multa che non pagherà. E’ una legge che da un lato non serve a niente e, dall’altro lato, paralizza - se già non fosse paralizzata - la giustizia ancora di più e in più fa dell’Italia un Paese che ha smarrito il senso dell’umanità e della pietà, perché quando arriva una larva umana scampata a un naufragio e, appena mette piede sulla battigia, le viene notificato un avviso di garanzia per immigrazione clandestina beh, quello la prossima volta magari affoga con tutti gli altri, che forse gli conviene. Stiamo parlando di leggi disumane e assolutamente inutili, folli, irrazionali e poi non sappiamo se sono anche incostituzionali: alcuni giudici ritengono di sì, ma vedremo in futuro la Corte Costituzionale che cosa dirà. Intanto sono leggi porcata che, ripeto, ai sensi dell’articolo 74 il Capo dello Stato, se lo ritiene, può rispedire indietro anche se non ravvisa manifeste ragioni di incostituzionalità, articolo 74. A furia di sentir dire che il capo dello Stato può respingere le leggi solo se sono manifestamente incostituzionali, mi ero fatto l’idea che ci fosse scritto nella Costituzione: in realtà non c’è scritto, sarà una prassi ma non.. la Costituzione non lo dice, dice semplicemente che, se una legge non gli piace, lo motiva e la rispedisce indietro. Poi dice anche che, se gliela rimandano uguale, la deve firmare; se gliela rimandano modificata, essendo una nuova legge, la può nuovamente respingere, ok? Quando il capo dello Stato, l’altro giorno, per giustificare la sua firma sulla legge dello scudo fiscale ha redarguito severamente un cittadino che faceva il cittadino, ossia che gli chiedeva conto e ragione dei suoi atti, cosa che tutti noi dovremmo fare nei confronti di chi ricopre cariche pubbliche, il Presidente della Repubblica l’ha cazziato: gli ha detto “ tanto se la rimandavo indietro me la rifacevano uguale”. Intanto tu mandagliela indietro, con un messaggio al Paese, ossia al Parlamento, nel quale spieghi le ragioni per cui quella è una porcata, dopodiché voglio vedere una maggioranza già sfilacciata dove, se non ci fossero le assenze del PD, già lo scudo non sarebbe passato né in sede di costituzionalità né in sede di approvazione definitiva, se quella stessa maggioranza non ha almeno dieci, venti o trenta persone, magari gli amici di Fini, che sono colte da una crisi di coscienza, oppure semplicemente non vogliono andare a uno scontro frontale con il Quirinale! Poi comunque tu potrai guardarti la mattina allo specchio e dire “ ho fatto di tutto, ho fatto tutto ciò che la Costituzione mi consentiva per evitare che il Paese venisse violentato da una nuova legge immorale, che premia i delinquenti”! Del resto, se c’è scritto all’articolo 74 che la puoi rimandare indietro, avrà un senso, quest’articolo 74! Che cosa vuole dire che la seconda volta la devi firmare? Lo sappiamo, c’è scritto: intanto non firmarla la prima, così almeno sappiamo che c’è almeno un’istituzione, oltre ai nove membri della Corte Costituzionale su 15 che non si sono ancora inginocchiati davanti al Duce, che rappresenta le istituzioni e che svolge un’opera di controllo imparziale e indipendente, che non si lascia intimidire, mentre oggi dobbiamo dire che, a parte quei nove giudici costituzionali su 15, non abbiamo nessun altro potere terzo che sia in grado di difenderci da leggi incostituzionali di questo regime. Il ricatto di Berlusconi Come andò, invece, per il Lodo? Ve lo ricordate? Berlusconi vince le elezioni, sta arrivando rapidamente a conclusione un processo che dura da tre anni, il processo Mills a carico suo e di Mills, lui è accusato di aver corrotto Mills, Mills è accusato di essere stato corrotto da lui, sono in due, hanno finito di sentire i testimoni, sta per iniziare la discussione finale, ossia la requisitoria e le arringhe difensive dei due Avvocati e due imputati, Berlusconi piazza un emendamento nel pacchetto sicurezza, nel quale c’è scritto che sono bloccati 100. 000 processi: questo era il risultato di quest’emendamento. Era una legge che, con la scusa di fare celebrare prima i processi per i reati più recenti, di fatto imponeva ai giudici di dimenticarsi quelli per i delitti commessi fino, se non erro, al 2001. Naturalmente, tra quei delitti commessi fino al 2001, c’erano delitti gravissimi quali associazione a delinquere, estorsione, di tutto: perché? Perché ci doveva fare rientrare pure la corruzione giudiziaria, visto che era accusato insieme a Mills di corruzione giudiziaria del testimone. Quindi prendeva 100. 000 vittime di quei reati e diceva “ sapete che c’è? Dato che ho un processo commesso nello stesso periodo nel quale è stato commesso il reato ai danni vostri, ve la scordate la giustizia, non avrete giustizia: perché? Perché non posso permettermi di farmi giudicare per quel reato”, conseguentemente prendeva 100. 000 vittime e diceva loro “ voi non avrete giustizia”, prendeva 100. 000 colpevoli, o almeno i colpevoli di 100. 000 reati e diceva loro “ state tranquilli, siete nella mia categoria, la fate franca come me!”, sarebbe successo, ovviamente, il finimondo, immagino che le vittime sarebbero andate a Roma a incendiare qualche palazzo. Io, se fossi stato una vittima che si sentiva fare un discorso del genere, l’avrei fatto. E allora che cosa succede? Arrivano i pompieri per cercare di spegnere il fuoco che ha appiccato Berlusconi, il quale fa sempre così: appicca il fuoco, arrivano i pompieri e gli dicono “ spegniamolo insieme, questo fuoco: cosa vuoi in cambio?” e lui lì piazza la sua vera richiesta, che non è assolutamente bloccare 100.000 processi, a lui interessa bloccare i suoi e altri 99. 999 si possono celebrare tranquillamente, l’importante è che il suo non si celebri. Nasce così quella che si chiama la moral suasion e che si potrebbe chiamare moral suasion se venisse fatta la persuasione morale, la persuasione etica nei confronti di una persona etica: stiamo parlando di Berlusconi, naturalmente, conseguentemente questa è l’immoral suasion. L’immoral suasion che cosa produce? Produce un compromesso da parte delle istituzioni e, per Berlusconi, produce esattamente il risultato che lui aveva sperato: lui ti presenta ogni giorno un piatto pieno di sterco e ti dice “ mangialo”, tu gli dici “ scusa, non potremmo levare un cucchiaino di sterco?”, lui ti dice “ sì, sì, levalo pure” e tu ti mangi tutto il resto e, una fine, lui fa pure la figura del moderato e tu vai in giro a dire “ ho vinto, perché gli ho fatto levare un cucchiaino di sterco e mi sono mangiato soltanto tutto il resto”, questa è la storia del Lodo Alfano. Lodo Alfano che viene suggerito dal Quirinale con la consulenza dei tecnici giuridici del Quirinale, tant’è che, una volta approvato, quando ci sono manifestazioni, contestazioni, richieste di spiegazioni, il Quirinale emette ben tre note ufficiali, Grillo le ha pubblicate l’altro giorno sul blog, nelle quali rivendica il Lodo Alfano dicendo che il Lodo Alfano risponde alle obiezioni che la Corte Costituzionale aveva fatto nel gennaio del 2004 quando aveva bocciato il Lodo Meccanico /Schifani. Se il Presidente della Repubblica si attenesse alla Costituzione senza aggiungerci dei codicilli suoi, tipo quello della moral suasion, che cosa farebbe? Che cosa dovrebbe fare? Dovrebbe starsene seduto ieratico, inavvicinabile al Quirinale, lasciar fare il governo e il Parlamento e, quando gli portano una legge approvata e impacchettata o un decreto approvato e impacchettato, in quel momento apre il pacchetto, vede che cosa c’è dentro, se gli piace mette la firma, se non gli piace rimanda indietro e spiega il perché (messaggio motivato: questo prevede la Costituzione). Invece da qualche anno aveva già cominciato Ciampi in parte, ma negli ultimi due anni è esploso questo malvezzo costituzionale: guardate, non ve lo dico io che non sono nessuno, l’hanno scritto molti costituzionalisti, se il capo dello Stato partecipa con consigli, suggerimenti, ammonimenti alla fase della preparazione e dell’approvazione delle leggi o dei decreti, quelli non sono più i decreti e le leggi del governo e del Parlamento, quelli diventano i suoi decreti e le sue leggi e, quando gli arrivano sul tavolo per la firma, non è più lui che deve decidere su una legge fatta dal Parlamento o dal governo, è lui che deve decidere su una legge che anche lui ha contribuito a fare, conseguentemente si assume la paternità almeno parziale dei provvedimenti che andrà a giudicare e come fa a rimandarli indietro? Quelli gli risponderanno “ ma se ce l’hai detto tu, di fare così”! Ecco perché quello che sta succedendo per molti costituzionalisti è qualcosa di inedito e anche di molto ardito dal punto di vista costituzionale, perché il capo dello Stato non può assumersi la paternità di un decreto o di una legge prima che gli arrivino sullo tavolo, invece vedete che succede spesso: ricorderete il Decreto Englaro, per cui Berlusconi voleva fare un decreto per impedire l’esecuzione di una sentenza definitiva sull’accanimento terapeutico nei confronti della povera Eluana. Il Capo dello Stato non ha aspettato che gli arrivasse quel decreto: ha mandato una lettera al Consiglio dei Ministri, che stava facendo quel decreto, per anticipare che quel decreto lui non l’avrebbe firmato e perché conosceva già un decreto che non era stato ancora varato? Evidentemente perché, anche in quel caso, qualche Sherpa del governo era andato a farglielo vedere prima e lui non li deve fare entrare gli Sherpa, lui deve dire “ fate quello che dovete fare, poi mi portate la legge: se è una porcata - e statisticamente da questo governo non può che uscire roba del genere! - ve la rispedisco indietro”, non dirglielo prima! Tant’è che Berlusconi si incazzò e ebbe ragione, secondo me, dicendo “ ma tu non puoi venire in Consiglio dei Ministri a dirci quello che dobbiamo fare: noi facciamo le nostre cose, ci prendiamo le responsabilità e poi tu ti prendi la responsabilità di respingercela”. Eh, già, ma dopo che tu l’hai respinta nasce immediatamente uno scontro violento tra il Quirinale e Palazzo Chigi: questa è la ragione per cui il capo dello Stato adotta quell’altra soluzione di cui io, nella Costituzione, sarò rozzo e brutale ma non ho trovato traccia, di suggerire, consigliare, sapere prima, dire prima, anticipare. Il capo dello Stato non è il consulente del governo o del Parlamento, o almeno non c’è scritto questo potere, tra i tanti o pochi che gli spettano. La stessa cosa è successa quest’estate con le intercettazioni: ne abbiamo parlato, la legge sulle intercettazioni, questa incommensurabile puttanata che farà in modo che non si scopriranno più i colpevoli dei reati, perché di fatto non si potrà più intercettare, preoccupava la magistratura, preoccupava le forze dell’ordine, preoccupava tutti i cittadini onesti, preoccupava anche i giornalisti e i costituzionalisti, perché è anche una legge liberticida contro il diritto /dovere di cronaca, il Capo dello Stato- stiamo parlando sempre di una persona magari animata dalle migliori intenzioni - si rende conto che sta per passare una porcata. E allora che cosa dice la Costituzione? Aspetta che la approvino, la porcata, dopodiché non gliela firmi: gliela rimandi indietro, dicendo loro “ è una porcata per questo motivo, è incostituzionale per questo, questo e quest’altro motivo” etc., tra l’altro spiani anche la strada alla Corte Costituzionale perché, se ha davanti a sé una pronuncia del capo dello Stato che dice che è manifestamente incostituzionale, la Corte Costituzionale non avrà più quei patemi che hanno terrorizzato quei 15 vecchietti l’altro giorno, per cui è un miracolo se se ne sono trovati 9 su 15 che hanno avuto il coraggio di dichiarare incostituzionale una legge incostituzionale, compresi i due che vanno a cena con l’autore della legge e con l’utilizzatore finale della medesima, che hanno votato e naturalmente hanno votato a favore del Lodo Alfano, perché nessuno l’ha ricordato, ma hanno avuto la spudoratezza, Mazzella e Napoletano, di votare a favore di una legge con il cui autore e con il cui utilizzatore erano andati a cena e erano stati pure beccati! Il precedente della legge sulle intercettazioni Invece che cosa fece, sulla legge delle intercettazioni? Il solito discorso: Alfano andò al Quirinale - lo scrisse Eliana Milella su Repubblica e non fu smentita da nessuno, né dal Quirinale, né da Alfano - Alfano sale al Quirinale e gli dice “ noi avremmo preparato questa roba qua, lei che dice?” o “ tu che dici?”, non so se si diano del lei o del tu; Napolitano dice “ così come è non penso che la firmerò, cambiate qua, qua e qua”. Alfano torna e si decide che, per fare quei cambiamenti, bisogna passare l’estate, conseguentemente viene rinviata all’autunno e adesso ce la propinano con qualche ritocco, con qualche cucchiaino di sterco in meno. Dopodiché il capo dello Stato che cosa farà? Avrà le solite mani legate: perché? Perché gli ha detto lui di levare due o tre cucchiaini di sterco dalla montagna di sterco, dopodiché sarà costretto a firmare la montagna di sterco, dopodiché si dirà “ ma se lui ha detto che non è manifestamente incostituzionale potrà, la Corte...?” e così rinasceranno i soliti equivoci. Purtroppo il vizio è all’origine, cioè quando il Lodo Alfano nacque secondo quella teoria assurda della riduzione del danno, “ salviamo il salvabile”, il meno peggio è il Lodo Alfano: perché? Perché Berlusconi minaccia il peggio, la legge che blocca 100.000 processi e quindi ci caliamo le brache, cediamo, sospendiamo i suoi processi e così lui lascia fare gli altri, immoral suasion! Da quel momento è evidente che il capo del governo sa di avere dalla sua parte il Quirinale e infatti, per un anno, chiunque osava criticare anche pallidamente il Quirinale veniva massacrato dai giornali di Berlusconi, “ giù le mani da Napolitano!”, anche quando uno faceva delle critiche politiche motivate etc., adesso lo attaccano tutti i giorni con insulti di ogni genere, oggi vogliono addirittura l’elezione diretta del capo dello Stato per mandarlo a casa, gliene dicono di tutti i colori, Berlusconi ha detto “ Napolitano doveva andare dai giudici costituzionali avvicinandoli uno per uno e magari fare come faceva Previti: se qualcuno è un po’ riottoso gli dai una busta piena di soldi”. Il problema è che l’equivoco, se equivoco è stato e se non ci sono state garanzie ancora più dettagliate e precise, nasce proprio dal fatto che il capo dello Stato è sceso dal suo trono e si è messo a concordare compromessi intorno alle leggi, compromessi preventivi, prima di prendere la sua posizione finale che dovrebbe essere anche l’unica. La sentenza della Consulta sul Lodo Schifani Naturalmente, quando uno si mette in quelle condizioni, poi non si può meravigliare se coloro con i quali ha trattato tra l’altro sono dei bari, a sedersi al tavolo di un baro è ovvio che poi quello bara, non ti ci devi sedere al tavolo del baro. E allora hanno cominciato a dire che, visto che Napolitano aveva detto che il Lodo Alfano rispondeva alle osservazioni fatte dalla Corte nel 2004 a proposito del Lodo Schifani, era evidente che la Corte avrebbe approvato il Lodo Alfano, ma non era vero quello che aveva detto il Quirinale, ossia che il Lodo Alfano rispettava i dettami della Consulta sul Lodo Schifani: la consulta aveva bocciato il Lodo Schifani per quattro profili di incostituzionalità, il Lodo Alfano ne aveva recepite alcune, di queste osservazioni, tipo la rinunciabilità del lodo, tipo la temporaneità, ovvero il fatto che non si poteva ripetere di legislatura in legislatura, tipo il fatto che non si poteva equiparare, non si poteva dare l’immunità al Presidente della Corte Costituzionale, visto che è sullo stesso livello degli altri giudici costituzionali, ma non aveva risposto a altri requisiti, per esempio il fatto che il capo del governo non ha nessuno status privilegiato rispetto agli altri Ministri, che i Presidenti di Camera e Senato non hanno nessuno status privilegiato rispetto a tutti gli altri parlamentari. Direte “ però la Corte Costituzionale nel 2004 non aveva bocciato il Lodo Schifani /Maccanico in quanto si cambiava l’articolo 3 della Costituzione, cioè il proprio di uguaglianza, con una legge ordinaria approvata a maggioranza, anziché con una legge costituzionale approvata con i due terzi o con la doppia lettura Camera /Senato, Camera /Senato e il referendum confermativo”, non aveva detto “ dovete fare una legge costituzionale per derogare al principio di uguaglianza” e a questa cosa, a furia di sentircela ripetere, ci abbiamo creduto. In realtà bastava leggere la sentenza del 2004 e non è vero niente: se volete, andate su Internet e digitate sentenza numero 24 del 2004, il Presidente era Riccardo Chieppa, il relatore era Francesco Amirante e, in quella sentenza, la Corte Costituzionale non ha mai scritto da nessuna parte che si possa derogare al principio di uguaglianza, che è un precetto costituzionale (articolo 3 della Costituzione) con una legge ordinaria. Che cosa faceva la Corte? Elencava tutte le ragioni per le quali il Tribunale di Milano aveva eccepito sulla costituzionalità del Lodo Schifani, tra cui c’era anche quella formale, ossia che il Lodo non era una legge costituzionale e conseguentemente non poteva, ovviamente, cancellare con legge ordinaria un precetto costituzionale. Poi c’erano gli altri profili, la Corte giudicava sufficienti alcuni profili di incostituzionalità senza esaminarli tutti, visto che erano troppi e diceva “ bastano e avanzano questi per mandarla a picco”. E poi, alla fine, diceva - questa è la frase chiave - “ resta assorbito..” ah, prima diceva “ la questione di illegittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Milano è fondata - cioè la Legge Schifani è incostituzionale - in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione” e poi aggiungeva “ resta assorbito ogni altro profilo di illegittimità costituzionale”, ossia gli altri profili di illegittimità costituzionale non è che non siano fondati, ma sono assorbiti in questa dichiarazione di incostituzionalità che abbiamo fatto a proposito degli articoli 3 e 24 della Costituzione, senza inoltrarci oltre, assorbito vuole dire incluso, compreso, confermato, non vuole dire escluso, espulso, negato. Poche righe prima - la sentenza è datata 20 gennaio 2004, Presidente Chieppa, redattore Amirante, la trovate su Internet, così vedete se vi sto raccontando palle - al punto 6 scriveva, la Corte, “ alle origini della formazione dello stato di diritto sta il principio della parità di trattamento rispetto alla giurisdizione”, ovvero tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge e di fronte alla giurisdizione, insomma quando uno va a finire davanti a un giudice non c’è distinzione che tenga, siamo tutti uguali. “ Il cui esercizio - di questo principio di parità di trattamento rispetto alla giurisdizione - nel nostro ordinamento - nella nostra Costituzione - sotto più profili è regolato da precetti costituzionali”, cioè lo diceva chiaramente che il principio di uguaglianza è regolato da precetti costituzionali e conseguentemente, ogni volta che si vuole toccare il principio di uguaglianza per stabilire delle eccezioni, bisogna intervenire con dei precetti costituzionali, cioè con una legge costituzionale. Non era il caso del Lodo Schifani, che era fatto in quattro e quattro otto con legge ordinaria a maggioranza e non era il caso del Lodo Alfano, quindi non solo non c’è scritto nella sentenza sul Lodo Schifani che si poteva procedere a derogare all’articolo 3 della Costituzione con legge ordinaria, ma c’era scritto il contrario: c’era scritto che il principio di uguaglianza è regolato da precetti costituzionali e c’era scritto che il fatto che non fosse una legge costituzionale il Lodo Schifani non era affatto una cosa secondaria, ma semplicemente era assorbita nella dichiarazione di incostituzionalità che era stata motivata sulla base di altri profili di incostituzionalità. E allora perché il capo dello Stato, un anno fa, ci ha detto che il Lodo Alfano recepiva tutte le contestazioni della Corte Costituzionale? E’ quando ha detto così che Berlusconi si è illuso di avere la Corte in tasca, perché prima di fare una dichiarazione così impegnativa il Capo dello Stato avrà preso le sue informazioni, i suoi giuristi si saranno informati, qualche telefonatina l’avranno fatta! Questo per dire che forse, soprattutto visto il baro che c’è dall’altra parte del tavolo, sarebbe il caso di ritornare a una concezione un po’ più letterale della presidenza della Repubblica: quella di un Presidente che se ne sta seduto in attesa delle leggi e poi, se le leggi non vanno bene, le fulmina e le respinge. Invece il fatto che si continui con questa trattativa sottobanco genera gli equivoci di cui vediamo in questi giorni le conseguenze e, purtroppo, avremmo bisogno di un capo dello Stato che non è costretto quotidianamente a intervenire per rettificare, precisare, correggere, etc. etc., perché purtroppo in questa vicenda ancora una volta ciò che è avvenuto prima ha autorizzato Berlusconi a dire di essere stato ingannato. Non so se sia stato ingannato, ma certamente il Lodo Alfano non era soltanto opera sua: era opera di molte mani, comprese quelle della leadership del Partito Democratico, che aveva deciso di non opporsi al Lodo, non ci fu ostruzionismo e, anche all’epoca, si disse che la moral suasion aveva coinvolto anche il Partito Democratico, in quanto l’impegno che era stato preso era che Berlusconi rinunciava alla legge blocca /processi e che il Lodo Alfano, al posto della legge blocca /processi, sarebbe passato subito, mentre invece l’ostruzionismo avrebbe potuto ritardarne l’approvazione e, nel frattempo, avrebbe potuto arrivare la sentenza del processo Mills. Forse il capo dello Stato avrebbe potuto, in quella circostanza, dire a Berlusconi “ i processi non sono affare mio, lei li aveva prima di essere eletto, ha deciso di candidarsi da imputato, non i meravigli se adesso, che arrivano alla fine, i processi producono una sentenza: se lei ritiene che non ci debbano essere dei processi a carico del Presidente del Consiglio perché il Presidente del Consiglio deve occuparsi 24 ore su 24 di governare il Paese benissimo, faccia come si fa nelle democrazie normali, faccia come ha fatto Nixon, faccia come ha fatto Devil Pain, faccia come ha fatto Olmert, faccia come ha fatto il governatore dello stato di New York, se ha un’indagine e pensa di essere troppo occupato appresso a quell’indagine si dimetta, lei non è stato eletto dal popolo, lei è stato nominato da me, il popolo ha eletto il Parlamento e il Parlamento ha espresso una maggioranza, la quale maggioranza ha designato lei, ma io, capo dello Stato, potevo scegliere un altro. Se lei ritiene di non avere tempo sufficiente per governare si dimetta e vada a farsi i suoi processi e io nominerò un altro Presidente del Consiglio di centrodestra, perché questa maggioranza deve governare, visto che ha vinto le elezioni, mentre non sta scritto da nessuna parte che il Presidente del Consiglio debba essere lei” e speriamo, prima di diventare tutti vecchi, di trovare qualcuno che, finalmente, faccia a questo impunito questo discorso che, ancora una volta, è basato sulla Costituzione della Repubblica Italiana, Repubblica parlamentare e non presidenziale! Passate parola e continuate a leggere Il Fatto Quotidiano.

Postato da: Giovanni1984 a 08:37 | link | commenti (2)
politica, attualità, società

giovedì, 08 ottobre 2009
E' Pazzo......

ImmagineSilvio Berlusconi e Giustina Putet di MASSIMO FINI
Argomenti trattati: Politica Analisi e commenti
Zone interessate: Italia

Non si era ancora spenta l'eco dei "farabutti" appioppato dal premier a chi nel Parlamento, nei giornali, nelle Tv non la pensa come lui o, peggio, lo critica, che Silvio Berlusconi, parlando a Milano dal palco della Festa della Libertà, ha scandito in un crescendo rossiniano: "Abbiamo un'opposizione che brucia le sagome dei nostri militari, che inneggia a "meno sei", che brucia la bandiera americana e la bandiera di Israele. Non accettiamo un'opposizione di questo tipo nel nostro Paese. Vergogna! Vergogna! Vergogna!". Inutilmente in serata il portavoce Paolo Bonaiuti, intuendo che il premier aveva fatto abbondantemente pipì fuori dal vaso, ha cercato di spiegare che "Berlusconi ha voluto semplicemente deprecare alcune scritte vergognose da attribuire non ai partiti della sinistra parlamentare ma a frange estreme della sinistra extraparlamentare". Quelle parole, trasmesse in Tv, le hanno sentite tutti. E si riferivano all'opposizione. Ora, a parte il fatto che l'opposizione parlamentare ha sempre sostenuto, col voto, la missione italiana in Afghanistan -ma a questo punto diventa quasi un dettaglio- nessuno nella sinistra, parlamentare ma anche extraparlamentare, si è mai sognato di inneggiare alla morte dei soldati a Kabul. Le scritte oltraggiose sono comparse solo in alcuni, pochi, centri sociali. E poi cosa vuol dire quella frase "Non accettiamo un'opposizione di questo tipo nel nostro Paese"? Che il premier si appresta forse ad espellere in blocco l'opposizione dall'Italia, così come sta cercando di espellere, attraverso i suoi ministri e sottosegretari, dalla Rai-Tv i personaggi che non gli garbano (prerogativa che in nessun modo appartiene al Governo) bollandoli insieme agli oppositori di sinistra come "elementi antiitaliani" espressione che ricorre ogni giorno anche sui suoi giornali quanto mai sinistra perché ricorda le purghe staliniane contro gli "elementi oggettivamente antisovietici"?
Insomma un discorso così grave, pronunciato in un contesto già grave, che ha indotto il pur prudente, cauto, misurato Pier Ferdinando Casini, alieno per temperamento e formazione politica da atti clamorosi, a chiedere l'intervento del Quirinale e dei presidenti di Camera e Senato perché "il premier non può in alcun modo falsificare e ridicolizzare l'opposizione di questo Paese che ha difeso e difende i militari italiani impegnati in missione di pace". E il Capo dello Stato ha raccolto l'invito e ha difeso, una volta tanto, l'opposizione pur riuscendo, tortuosamente, a non nominare mai il premier.
Tutto risolto quindi? No. Perché il problema è fondamentalmente un altro. Ciò che ha impressionato nel discorso del premier, inframmezzato al solito con frizzi, lazzi e battute galanti alle signore, non è solo il contenuto ma il tono, violentissimo, isterico, delirante, un tono che sarebbe inquietante anche se Berlusconi, invece di attaccare i gangli stessi della democrazia, avesse parlato della marmellata.
Ciò che è in dubbio, bisogna pur avere il coraggio di affrontare questa questione, è la salute mentale del premier. Quel delirio di onnipotenza, che in passato ha permesso all'uomo di ottenere notevoli risultati (perché non si raggiunge nulla se non c'è un certo scarto fra i propri sogni e la realtà) è diventato ora patologico, devastante, incontenibile, distruttivo e autodistruttivo. "Mio marito è malato" disse qualche mese fa la moglie Veronica, lamentando che gli amici, o presunti tali, e i suoi sottopanza invece che aiutarlo a contenersi nei suoi deliri lo incoraggiassero, così come lo ha incoraggiato, osannandolo, l'altro giorno a Milano la folla dei suoi adoranti fan.
Temo che se nessuno dei suoi è in grado di far capire al premier che ha imboccato una brutta e ripidissima china, o se lui stesso non ritrova la propria piena lucidità, Silvio Berlusconi sia destinato a fare la fine di Giustina Putet (per chi ricorda "Clochemerle" il boccacesco romanzo di Chevalier). Farà cioè, prima o poi, qualcosa di così clamoroso da richiedere l'intervento della forza pubblica. Non per ragioni penali. Ma mentali.

Massimo Fini
www.massimofini.it

Postato da: Giovanni1984 a 12:54 | link | commenti (6)
politica, attualità, società

mercoledì, 07 ottobre 2009
Attualità

voto segreto...la legge è uguale per tutti...

Postato da: Giovanni1984 a 18:51 | link | commenti (2)
politica, attualità, società

lunedì, 05 ottobre 2009
Pensiero Veloce

il_pesciolino_d_oro...Io sto con il Colonello Aureliano Buendia....

Postato da: Giovanni1984 a 20:17 | link | commenti (3)
politica, aforismi, attualità

lunedì, 28 settembre 2009
Hai un Momento Dio?

 
C'ho un po' di traffico nell'anima, non ho capito che or'è
C'ho il frigo vuoto, ma voglio parlare perciò, paghi te.
Che tu sia un angelo od un diavolo, ho 3 domande per te:
chi prende l'inter, dove mi porti e poi dì, soprattutto perché?
Perché ci dovrà essere un motivo, no?
Perché forse la vita la capisce chi è più pratico.

Hai un momento Dio?
No, perché sono qua, insomma ci sarei anch'io.
Hai un momento Dio?
O te o chi per te, avete un attimo per me?

Li pago tutti io i miei debiti, se rompo pago per tre
quanto mi conta una risposta da te, di su, quant'è?
ma tu sei lì per non rispondere, e indossi un gran bel gilet
non bevi niente o io non ti sento com'è?
Perché?
Perché ho qualche cosa in cui credere
perché non riesco mica a ricordare bene che cos'è.


Hai un momento Dio?
No perché sono qua, se vieni sotto offro io.
Hai un momento Dio?
Lo so che fila c'è ma tu hai un attimo per me.

Nel mio stomaco son sempre solo, nel tuo stomaco sei sempre solo
ciò che sento, ciò che senti, non lo sapranno mai....

Almeno dì se il viaggio è unico e se c'è il sole di là
se stai ridendo, io non mi offendo però, perché
perché nemmeno una risposta ai miei perché
perché non mi fai fare almeno un giro col tuo bel gilet.

Hai un momento Dio?
No perché sono qua , insomma ci sarei anch'io
Hai un momento dio?
O te o chi per te avete un attimo per me?

Postato da: Giovanni1984 a 10:49 | link | commenti (4)
musica

mercoledì, 23 settembre 2009
Cronache Di Isterismo Di Massa

crazy_frogIl popolo italiano ormai preso dalla più becera sindrome da massaia impaurita, sembra aver perso totalmente la logicità di ogni suo ragionamento.

In questi giorni è un gran vociare su un grave fatto di cronaca nera: un padre Marocchino ha ucciso la figlia perché conviveva. Il fatto è grave, molto grave, ma non apre le porte dell'inferno, nè consente un attacco indiscriminato a tutta l'immigrazione. Per semplificare la cosa analizzerò la questione in sintesi e facendo vari confronti spiegherò le motivazioni di questa mia posizione.
L'omicidio è avvenuto in famiglia, i motivi religiosi , sono da elencarsi sotto le motivazioni di insano fanatismo- pazzia. Ma tali motivazioni in fin dei conti non sono meno terribili di quelle di gruppi di italiani che ammazzano altri italiani ,solo per uno sguardo alla ragazza di un capetto locale: fatta di cronaca successo recentemente in Campania .Eppure tutta l'Italia non si è mobilitata contro tutti i campani. Cosa che invece è successa contro tutti gli immigrati.
Dal sentir comune l'uccisione della ragazza si addita come prassi comune nella comunità mussulmana d'Italia, indi per cui "bisognerebbe cacciarli tutti"  per una insanabile differenza culturale .Ma vedendo le statistiche, è molto più comune che un italiano uccida moglie e figli eppoi si tolga la vita  o più semplicemente ammazzi l'ex. Seguendo il ragionamento fatto dal sentir comune, sui dati statistici veri , gli italiani sono un popolo che ha abitudini molto più malsane dei marocchini ma nessuna discussione si leva su questa verità.Perchè basata su un ragionamento folle: anche se il numero degli italiani che ammazza la propria ex è molto più alto la cosa non si può definire prassi comune, perché non lo è. Come non lo era il fatto che il marocchino abbia ucciso la propria figlia. E' stata follia.
Inoltre la sproporzione di risonanza mediatica data ai due fatti è fin subito evidente: sembra che un omicidio , non si sa per quale motivo ,sia molto più importante di molti  omicidi made in italy. Nonostante si dimostri che sia un fatto isolato nella comunità etnica dove è avvenuto,  la tv batte sulla nazionalità dell'omicida.Il fatto rimane quasi in secondo piano: non importa che ha ucciso la figlia, importa che era marocchino ed ha ucciso la figlia.
Ultimamente poi, è morto il ragazzino che mentre giocava a pallone è stato colpito da proiettili di sicari camorristi che dovevano uccidere un altro uomo, il fatto gravissimo sembra essere passato totalmente inosservato.Qui non c'è follia come nel caso del marocchino, qui c'è solo prepotenza di italiani che volevano colpire altri italiani e che hanno coinvolto altre persone.Eppure in tv nulla sul gravissimo problema camorrista.
Siamo ormai al colmo del ridicolo: un paese troppo impegnato a guardare un inesistente pagliuzza, che non si accorge nemmeno più quali siano i veri problemi.
Si è scelta una categoria debole, gli immigrati, senza rappresentanza, senza copertura mediatica è la si è fatto il capro espiatorio di tutto quello che non va nel paese.Il popolo felice e coglionato organizza le sue cacce al terribile immigrato e mentre fa questo i veri ladri derubano le risorse pubbliche, le mafie avanzano fino al ricco nord, la corruzione dilaga in ogni luogo. Fosse l'immigrazione il vero problema dell'Italia staremmo messi proprio bene, ma purtroppo non è così :l'immigrato è il fantoccio senza nessuna difesa su cui si può riversare tutta la rabbia popolare creata da una classe dirigente che sta mandando il paese allo sfascio.  E' il fantoccio per il popolo bue.Nel medioevo erano le streghe ora sono gli immigrati.

Postato da: Giovanni1984 a 00:34 | link | commenti (11)
attualità, società

giovedì, 17 settembre 2009
Che Schifo.....

grosz-eclipse-of-the-sun1.....Guerra= poveracci che si ammazzano fra di loro
per gli interessi di persone già ricche.....

Postato da: Giovanni1984 a 14:06 | link | commenti (6)
politica, attualità, società

mercoledì, 16 settembre 2009
Brunetta...la "Lorella Cuccarini Del Governo"

.....Quod Erat Demostrandum...
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/brunetta-bluff/2109330&ref=hpsp

Postato da: Giovanni1984 a 09:40 | link | commenti (2)
politica, attualità, società

sabato, 12 settembre 2009
L'odio (La Haine): Grumvalski è morto di freddo

Postato da: Giovanni1984 a 18:40 | link | commenti
critica cinematografica